Le 10 migliori lampade frontali per correre: i nostri consigli

Le 10 migliori lampade frontali per correre: i nostri consigli

Come scegliere la lampada frontale adatta per i nostri allenamenti?

Ammettiamolo: la lampade frontali per correre non sono un accessorio “sexy” come le scarpe o le maglie da corsa. Non suscitano quello stesso entusiasmo quando vengono acquistate e spesso sono viste come un parente povero nella famiglia del nostro running gear. Bisogna comprarne una, certo, ma non è il caso di perdere troppo tempo a valutare quali siano le migliori lampade frontali per correre…

Eppure è una chiave di accesso a nuovi orizzonti di running, ed è importante scegliere la migliore. Che ci accompagni in un’ultramaratona di montagna (dove è obbligatoria) o in un allenamento invernale su strada dopo il lavoro, l’“umile” lampada espande il tempo che possiamo dedicare alla nostra passione. 

Con la lampada possiamo esplorare l’altro lato delle nostre strade e sentieri preferiti, quella dimensione parallela silenziosa e solitaria a cui si accede correndo prima dell’alba o dopo il tramonto. Tutt’altro che lugubre, la corsa al buio – o ancor di più quella alla luce della luna – può dare emozioni uniche. Ci si muove in un’atmosfera sospesa, dove anche lo sforzo più duro è stemperato dalla quiete del paesaggio.

Ma tutto questo a patto di avere con sé la lampada giusta!

A differenza delle scarpe (per le quali rimandiamo al nostro articolo “Come scegliere le scarpe da corsa”), la lampada frontale può e deve reggere la prova del tempo. Se acquistiamo una buona lampada non avremo alcun bisogno di cambiarla per anni e potremo utilizzarla anche in altre attività (escursionismo, camping, ciclismo, pesca…). Fondamentale quindi avere una bussola per orientarsi tra i tanti modelli disponibili.

Quali sono allora i criteri per scegliere la migliore lampada frontale da corsa? Partiamo dai famosi lumen.

Lumen

Un errore del neofita è spesso quello di affidarsi alla lampada con il maggior numero di lumen (sbandierato in sede di pubblicità), scambiandolo con il valore complessivo del prodotto. Ma che cos’è un lumen? Semplicemente un’unità di misura che indica la quantità di luce che viene emessa dalla lampada. Più luminosa è la lampada, più lumen potrà vantare.

Ma più luminosa non significa per forza migliore! I lumen non ci dicono nulla sulla distanza del fascio luminoso o sulla qualità della visione del sentiero o della strada che ci potrà fornire.

Immaginiamo ad esempio di acquistare una lampada che abbia migliaia di lumen, e quindi la luminosità di un faro. Innanzitutto per avere questa potenza la lampada dovrebbe essere molto pesante e ingombrante, costringendoci a sacrificare leggerezza e mobilità. Al primo allenamento avremmo probabilmente una brutta sorpresa: una luce così forte rischierebbe di annullare ogni dettaglio nel suo fascio abbagliante e, magari, di diametro molto ridotto. Vedremmo quindi una macchia bianca indistinta dove puntiamo questo fascio di una lunghezza tanto straordinaria quanto inutile. Tutto intorno, un buio reso ancora più totale dal contrasto con il “faro”.

E se, mal di collo permettendo, continuassimo a correre con il nostro concentrato di lumen sulla fronte, potremmo presto essere lasciati al buio. Infatti la batteria farebbe una gran fatica ad alimentare tutta questa potenza per l’intera durata del nostro allenamento.

Se non facciamo speleologia…

Insomma, quando ci troviamo di fronte a una pubblicità con promesse roboanti di cascate di lumen, ricordiamoci che non stiamo andando a fare speleologia e che non abbiamo bisogno di vedere cosa succede a km di distanza da noi! Quello che cerchiamo è un prodotto leggero e con una luce di qualità, non necessariamente potentissima.

Ancora una volta la scelta dev’essere basata sulle nostre abitudini. Se il nostro circuito di allenamento prevede soprattutto strade asfaltate in zone illuminate da lampioni o comunque a cielo aperto, possiamo anche orientarci su una lampada che raggiunga i 200 lumen alla massima potenza.

Se invece i nostri sentieri si snodando tra fitti boschi, colline isolate e passi montani, la luce che ci accompagna non dovrebbe essere sotto i 250 lumen.

Ma l’esempio dell’ingombrante “luce faro” ci ha già fatto intuire quali altri fattori valutare.

Batterie

Tutti vorrebbero lampade frontali per correre dalla durata infinita, ma se il prezzo da pagare è avere un chilo di batterie sulla fronte, meglio rinunciare. Anche in questo caso dobbiamo farci delle domande sulle nostre abitudini: se il nostro allenamento non supera mai l’ora e mezza, possiamo fare a meno di preoccuparci della durata. 

Se siamo invece degli ultramaratoneti o prevediamo lunghi periodi outdoor, dobbiamo valutare l’acquisto di una lampada a batterie stilo o mini-stilo (AA o AAA). In questo caso lasciamo stare quelle con batterie al litio ricaricabili perchè, seppur comode e compatte, sono inutili se ci lasciano al buio nel mezzo del nostro allenamento di 6 ore. Non possiamo certo fermarci e attendere pazientemente che il powerbank le ricarichi e ci riporti in pista… Un set di batterie stilo di ricambio nello zaino risolve invece il problema.

Esistono anche dei prodotti ibridi, che possono essere usati tanto con batterie al litio quanto con batterie AA, nel caso prevedessimo di correre più a lungo del loro ciclo vitale.

Peso

Le batterie rappresentano il grosso del peso di una lampada frontale. Ma esistono un peso e una durata ideali? Indicativamente una buona lampada dovrebbe pesare tra i 50 e i 150 grammi. È il caso di sforare solo se abbiamo davvero esigenze particolari (rimandiamo all’elenco dei migliori modelli per avere qualche esempio).

Durata

Per quanto riguarda la durata, anche se pensiamo di dedicarci ad allenamenti brevi, meglio evitare l’acquisto di una lampada che ci lasci a piedi in meno di 2 ore. Ci possono essere imprevisti che ci portano ad allungare i tempi (non pensiamo subito all’infortunio, ma ad esempio a quella sensazione di leggerezza che ci porta a correre più a lungo!), e in questi casi non vogliamo certo restare al buio.

Ricordiamo inoltre che la durata dipende dalla modalità con cui si usa la lampada. Ormai infatti moltissimi modelli propongono diverse potenze, così da permettere un uso più prolungato se ci si accontenta di meno lumen.

Un ultimo consiglio: non fidiamoci troppo della durata promessa dai produttori. Una lampada che secondo le caratteristiche tecniche riportate dovrebbe sopravvivere alla massima potenza costante per due ore, difficilmente lo farà. È più probabile che mantenga il massimo dei lumen per i primi minuti, per poi gradualmente (e sulle prime impercettibilmente) diminuire.

Alcuni produttori sono diventati più attenti nel fornire questi dati tecnici. Cerchiamo quindi, quando possibile, delle tabelle che confrontino la durata della lampada e il numero di lumen, o andiamo a verificare se è stata pubblicata la distanza del fascio luminoso all’aumentare dei minuti di utilizzo.

Inclinazione

Altro fattore da ricordare è il grado di inclinazione della lampada, cioe` la possibilita` di regolare la direzione del fascio di luce. Può sembrare una caratteristica da poco, ma spesso finisce per fare la differenza. L’alternativa è un torcicollo garantito, visto che se la luce non ci obbedisce è la nostra testa che deve ovviare, spostandosi per indirizzare il raggio.

Se corriamo al buio in salita e discesa, vogliamo una lampada che si inclini abbastanza da illuminare all’occorrenza la punta dei piedi, e che con un facile aggiustamento si spinga poi a illuminare il sentiero o la strada davanti a noi. Verifichiamo quindi che il prodotto che vorremmo acquistare permetta un ampio raggio di inclinazione.

È inoltre bene assicurarci che la lampada mantenga la sua posizione, che resti ferma sulla testa, senza spostarsi ad ogni nostro movimento brusco, costringendoci a continue e frustranti regolazioni.

Qualità della luce

Come si è già detto, una lampada non è solo lumen, ma anche qualità della luce. Il fascio luminoso può essere infatti di tre tipologie principali: concentrato, diffuso o misto. 

Quello concentrato è molto utile per vedere lontano, ad esempio come si sviluppano più avanti la strada o il sentiero (ottimo per registrare in anticipo la presenza di bivi o ostacoli).

Un fascio diffuso migliora invece la visione periferica nella breve distanza, fondamentale ad esempio su una rapida discesa su sentiero. Con una luce diffusa possiamo avere un quadro chiaro di tutti i punti di appoggio e atterraggio disponibili. Andiamo quindi a spulciare le specifiche tecniche del prodotto: spesso sono segnalati i gradi di ampiezza della luce diffusa. Ovviamente questa modalità sacrifica la visione sulla lunga distanza.

Ormai diversi modelli a due o più LED permettono di alternare o sommare le tipologie di luce, proponendoci ogni volta una visibilità “su misura”.

Quanti metri illuminano

Nelle caratteristiche tecniche da consultare prima dell’acquisto, cerchiamo sempre i metri di illuminazione che la lampada garantisce nelle sue diverse modalità. Ad esempio la BioLite 330 ha “solo” 16 metri di luminosità in modalità fascio diffuso, ma ben 75 metri in modalità fascio diretto.

Rendersi visibili

Ma le lampade non sono solo il fascio di luce principale. Spesso c’è la possibilità di avere uno o più LED secondari frontali o posteriori, solitamente rossi, blu o verdi, che segnalano la nostra presenza rendendoci piu` visibili (la visibilità è di solito garantita anche dalla fascia elastica in materiale riflettente).

Questi LED secondari sono inoltre utili da usare per evitare il frequente effetto accecamento, che sarà capitato a tutti noi. Abbiamo la lampada frontale addosso, ci giriamo a parlare con il nostro compagno di corsa e lo abbagliamo con un effetto flash nelle pupille…  I LED secondari hanno invece una luce flebile, e sono ottimi per cercare qualcosa nello zaino, guardare la mappa o discutere con i nostri amici risparmiando loro un’esperienza da interrogatorio della CIA.

Per finire, alcune lampade hanno una modalità luce intermittente o stroboscopica (oltre che, in alcuni casi, un fischietto incorporato), molto utile per segnalare un’emergenza.

Materiali

I materiali più utilizzati sono la plastica e l’alluminio. La prima punta sulla leggerezza, il secondo sulla resistenza e la longevità. Sta ad ognuno di noi scegliere in base alle proprie priorità.

Ricordiamo però che a meno che non stipiamo la nostra lampada in uno zaino pieno di altra attrezzatura e non prevediamo urti e cadute frequenti (il che, va detto, non sarebbe un gran programma di allenamento), la plastica può soddisfare tranquillamente le nostre necessità.

Impermeabilità

Un altro fattore invece potrebbe essere più interessante. Se prevediamo di allenarci spesso con neve o pioggia, l’impermeabilità della lampada è fondamentale.

Il grado di resistenza all’acqua viene misurato sulla scala IP (International Protection) che, come ci informa Wikipedia, “classifica e valuta il grado di protezione fornito da involucri meccanici e quadri elettrici contro l’intrusione di particelle solide  […] e l’accesso di liquidi.” 

IPX0 equivale quindi a nessuna protezione, mentre IPX8 indica un prodotto pensato per l’immersione (è il caso della lampada Zebralight H600w Mk IV, che quindi continuerebbe a funzionare anche sott’acqua!). 

Mediamente una buona lampada garantisce una protezione IPX4, che ci proteggerà da pioggia e nevischio, salvo nubifragi eccezionali.

Lampade frontali e freddo

Ma la lampada frontale ci riporta anche alle corse invernali (delle quali abbiamo parlato nel recente articolo “Correre in inverno: 6 errori da evitare assolutamente”). Come si comportano i diversi modelli a temperature rigide?

Il primo punto di domanda riguarda le batterie. Come è noto, il freddo intenso tende ad esaurire le tradizionali batterie stilo, mentre si comportano meglio le batterie al litio.

In ogni caso, finchè le lampade frontali sono sulla nostra testa, rimangono costantemente vicino a una fonte di calore. Ma se partiamo con il nostro allenamento prima del tramonto, con una temperatura già inclemente, ricordiamo di mantenere la lampada avvolta in qualcosa di caldo nello zaino, ad esempio un calzino di lana, in modo da evitare brutte sorprese quando ci servirà davvero.

Comodità

Una lampada frontale dalla luce di qualità, potente e precisa, rimarrà inutilizzata nell’armadio se è terribilmente scomoda da indossare. Ricordiamo che una cosa è indossare un qualsiasi accessorio camminando, un’altra è portarselo dietro durante la corsa.

La lampada frontale di per sé è un prodotto invadente, visto che si posiziona sulla nostra testa. Se acquistiamo il modello sbagliato potremmo trovarci a litigare con la pressione eccessiva della fascia che regge la lampada, o a regolarla continuamente per evitare che voli via alla prima discesa.

Fascia elastica

Diversi modelli leggeri hanno un design molto semplice: un’unica fascia di nylon più o meno regolabile, con la lampada (batterie comprese) sulla fronte. 

Più aumenta il peso più i modelli si affidano a una seconda fascia trasversale, che va indicativamente da un orecchio all’altro, o dalla fronte alla nuca. Questo ulteriore supporto rende la lampada più stabile (anche in caso di utilizzo con il casco, ad esempio nell’arrampicata o nella speleologia) e gestisce meglio il peso maggiore.

Proviamo la lampada

Prima dell’acquisto consigliamo di provare a indossare la lampada, testandola con una corsa sul posto e dei movimenti bruschi della testa (magari indossando la bandana o la fascia che usiamo solitamente) che la mettano alla prova. Evitiamo di prendere un modello che “balli” o che stringa troppo: difficilmente migliorerà se sollecitato da chilometri di corsa, tanto più se su sentieri dissestati e discese.

Altro aspetto da tenere in considerazione è il posizionamento delle batterie. Tradizionalmente le lampade hanno le batterie sulla fronte, insieme alle ottiche, ma i modelli più potenti e pesanti spesso propongono la batteria posteriore, così da distribuire meglio il peso. 

Anche in questo caso vale la pena provarle prima dell’acquisto: qualcuno trova più stabili e confortevoli quelle con le batterie posteriori, mentre per altri il peso addizionale sulla nuca è alla lunga fastidioso.

Una terza via è quella proposta da modelli come la Petzl NAO +, della quale parleremo a breve, che ha un vano per le batterie indipendente, che può essere indossato a contatto con il corpo.

Pulsanti

Un’ultima caratteristica che determina la comodità di una lampada sono i pulsanti. Una buona lampada può essere controllata facilmente durante la corsa, anche con i guanti, senza farci perdere velocità. Importante quindi orientarci su modelli con pulsanti intuitivi, ergonomici e facili da raggiungere. 

Se il nostro budget ce lo permette, possiamo anche valutare lampade “smart”, programmabili tramite app o con sensore per auto-regolare la potenza in base alle condizioni di luce.

Ora che abbiamo un quadro chiaro delle caratteristiche da ricercare, possiamo proporre 10 modelli che rispondano al meglio a tutte le nostre diverse esigenze.

Le 10 migliori lampade frontali per correre (dalla più leggera alla più pesante)

Petzl e+LITE

Come suggerisce il nome, la e+LITE vince a mani basse il campionato delle ultraleggere, con 27 grammi! Alcuni modelli che consiglieremo per le ultra probabilmente hanno delle fasce elastiche che pesano di più… Certo, con questo peso dalla lampada non spremeremo più di 30 lumen, il che è sufficiente per un allenamento su strade aperte o parzialmente illuminate, o per completare il trail nel caso ci sorprendesse il tramonto. Ma non facciamoci ingannare dai numeri: la e+LITE proietta nella breve distanza un raggio diffuso di qualità, paragonabile a quello di lampade ben più pesanti. Una luce da lasciare nello zaino per ogni evenienza

Knog Quokka Run

Design originale e ultra-minimal (49 grammi), l’australiana Quokka Run ha “solo” 85 lumen da offrire. Ma è più che sufficiente per corse non troppo lunghe e lontane dal nero-pece dei sentieri nel bosco. Non sarà la migliore lampada sul mercato, ma la forma affusolata e la banda elastica in silicone trasparente la mettono subito sul gradino alto del podio in quanto a stile

Black Diamond Sprint 225

Economica, affidabile, compatta, questa lampada con batteria ricaricabile al litio garantisce ben 225 lumen e la resistenza alla pioggia e al nevischio, a soli 50 grammi. Progettata per 2 ore di utilizzo, è ottima per corse a cavallo di alba e tramonto

Petzl Tikkina

peso piuma per il portafoglio, la Tikkina offre 250 lumen per 3 ore e mezza di corsa. Un prodotto budget con performance da fasce più alte. Non sarà la più longeva, né la più luminosa, né la più leggera (80 grammi), ma è sicuramente la migliore per rapporto qualità/prezzo

Petzl Actik Core

82 grammi e 450 lumen alla massima potenza, ha nella sua tecnologia ibrida il suo punto di forza. La Actik Core funziona infatti sia con batterie sostituibili che con una batteria al litio ricaricabile tramite usb. Perfetto acquisto se si cerca una tuttofare, buona per allenamenti di diversa intensità, sia su strada che nel folto del bosco. Fischietto d’emergenza incorporato

Zebralight H600w Mk IV

Potentissima, ultraresistente e dalla durata infinita, la H600w MK IV ci offre la luminosità di un faro (fino a 1400 lumen!) a un peso relativamente ridotto (135 grammi). Diciamolo subito, questa lampada non ha rivali in quanto a quantità e qualità della luce in modalità fascio diretto (fondamentale per cercare il sentiero). Averla in testa ci permetterà di vedere a 120 metri per più di 3 ore! Mentre continuerà a farci luce per più di 230 ore se ci accontentiamo di una potenza ridotta. Caratteristica bonus: questa lampada può essere estratta dalla sua sede per essere usata come torcia, ed è impermeabile al 100%. Batteria non inclusa. Un buon acquisto per chi ha davvero bisogno di molta luce

Fenix HL60R

con una luminosità incredibile (950 lumen), un corpo di alluminio resistente agli urti e waterproof, questa lampada è l’ideale per chi è in cerca di lunghe avventure (in modalità 400 lumen ha un’autonomia di 4 ore) nelle notti più nere. 138 grammi, compresa la batteria ricaricabile. Difetti? Qualche runner ha segnalato un riscaldamento eccessivo della lampada alla massima potenza

Olympia EX550 Headlamp

550 lumen per 150 grammi di peso, la EX550 è una buona ed “economica” alternativa alla NAO+. La lampada si inclina facilmente a qualsiasi angolo desiderato e ha un peso limitato, rispetto ai lumen che porta in dote. Del tutto impermeabile, è ottima per corse di media durata nell’oscurità più totale e in condizioni climatiche avverse

Petzl Nao+

Design fantascientifico per questa lampada luminosissima (750 lumen), che è in grado di durare 12 ore al minimo della potenza (120 lumen, che non sono pochi). La batteria è sul retro, in modo da garantire equilibrio e stabilità durante la corsa, ma può essere spostata anche sulla cintura o altrove, per ridurre il peso sulla testa o tenerla al caldo in inverno. Sempre sul retro troviamo una luce rossa lampeggiante, che tra l’altro è richiesta in alcune ultra maratone di montagna. Altro plus: una volta settata tramite app gratuita, questa lampada farà il suo lavoro senza che dobbiamo sfiorarla durante la corsa. Contro: i 190 grammi di peso

Black Diamond Icon 700

Altra alternativa più economica alla Petzl Nao+, con i suoi 236 grammi a prima vista questa lampada sembra più adatta a un minatore che a un runner. Il vano per le batterie (stilo o ricaricabili) è piuttosto voluminoso, e si trova sulla nuca ma può essere anche appeso alla cintura. Ma tutto questo peso garantisce anche un superpotere: la Icon promette 700 lumen di potenza per 7 ore di utilizzo! Abbiamo in programma una ultramaratona o un lungo periodo nella natura selvaggia? La Icon ci illuminerà a giorno anche nei momenti più bui

Alternative alle lampade frontali

Se siamo in cerca di un’alternativa alla lampada frontale, il mercato offre alcune valide soluzioni che ci toglieranno – letteralmente – un peso dalla testa.

Kogalla RA Single Bundle Pack

Questo kit da illuminazione consiste in una barra di 5 LED connessa con un cavo a una batteria, in grado di fornirci una potenza da 800 lumen (per 251 grammi). I LED possono essere fissati con velcro o magneti (compresi nel prezzo) a cinture, marsupi, bretelle degli zaini o qualsiasi capo di abbigliamento. La lunghezza del cavo permette di conservare la batteria in tasca o in qualunque posto comodo e caldo preferiamo. La Kogalla offre diverse opzioni per la batteria, garantendoci dalle 3 alle 9 ore alla massima potenza

UltrAspire Lumen 600 2.0

600 lumen e 200 grammi per questa lampada a cintura impermeabile e con batterie ricaricabili. La cintura ha anche delle tasche elastiche che permettono di portare con sé telefonino, chiavi, una maglietta di ricambio o una giacca a vento compatta

Knuckle Lights Advanced

Soluzione originale e pratica se non si usano i bastoncini da trekking, queste luci vanno tenute in mano, indossate sulle nocche, come un set di anelli. Ogni luce ha una potenza di 140 lumen per 4 ore, non impressionante rispetto ai modelli precedenti, ma di certo più facilmente indirizzabile dove vogliamo

Cosa ci rimane da fare

A questo punto non abbiamo più scuse. Abbiamo tutti i suggerimenti necessari per trovare la migliore lampada frontale per correre.

La sveglia suona. Apriamo gli occhi con un grugnito di disapprovazione. Perchè ci ostiniamo a continuare a correre prima del lavoro? Non sarebbe meglio dormire? Usciamo, con gli occhi ancora assonnati.

Il fascio luminoso della lampada frontale avanza, mentre tutto intorno la strada è buia e il nostro passo ci fa da metronomo nel silenzio della città addormentata. Il respiro è regolare, e a ogni falcata l’aria fresca ci toglie di dosso un altro brandello di sonno.

Usciamo dalle vie del centro, raggiungiamo la collina del parco. Ad est il cielo piano piano diventa rosa, porpora, poi si incendia. Ecco perchè corriamo.

I primi raggi ci asciugano il sudore, che si libera in nuvole di vapore sopra la testa. La calda luce radente disegna la nostra ombra sull’erba ancora bagnata. Spegniamo la lampada: siamo arrivati.