Correre in inverno: 6 errori da evitare assolutamente

Correre in inverno: 6 errori da evitare assolutamente

Correre in inverno può essere fantastico, dobbiamo però evitare i 6 errori più comuni…

Immaginiamo una torrida giornata di agosto. Stiamo correndo. Afa e moscerini mettono a dura prova la nostra passione, e quella strada sembra davvero non finire mai. Ci fermiamo a una fontana e, la testa sotto il getto di acqua fresca, sogniamo l’inverno.

Chiudiamo gli occhi e ripensiamo a quelle corse al freddo, sulla nostra strada preferita, o su quel sentiero indurito dal ghiaccio che scricchiola sotto le suole e le montagne lontane, scintillanti di neve, che appaiono e scompaiono nella condensa del nostro fiato.

Una zanzara ci punge una gamba, costringendoci a riaprire gli occhi: è di nuovo agosto. Riprendiamo a correre, zuppi di sudore, pensando che chiunque rinunci a correre in inverno in favore di divano e cioccolata calda non sa cosa si è perso.

È inutile negarlo: la corsa invernale, che sia su strada o in montagna, può sembrare un’attività per soli runner esperti (e inclini al masochismo).

Ma basta seguire alcune semplici indicazioni per scoprire il piacere del correre in inverno e per poter godere dei magnifici paesaggi invernali.

Correre col freddo: cosa dice la scienza

Anche la scienza pare incoraggiarci a correre in inverno. In un articolo titolato “Why you should run in cold weather”, il sito Runnersworld.com racconta infatti di uno studio della St. Mary’s University di Twickenham (Londra), che ha visto diversi runner correre in un laboratorio dove venivano riprodotte artificialmente diverse condizioni climatiche.

Lo studio ha dimostrato che i runner testati correvano “meglio” (ovvero riportando una maggiore sensazione di comfort e di resistenza alla fatica) se in laboratorio la temperatura veniva drasticamente abbassata.

I soggetti dell’esperimento erano i primi a stupirsi di questa conclusione, che a qualcuno sembrerà paradossale: su quei tapis-roulant si divertivano di più e si sentivano più forti quando si ritrovavano a correre… in un poco invitante inverno inglese!

Una semplice considerazione

Al di là degli studi delle università britanniche, a convincerci a correre in inverno basterebbe una semplice considerazione: ci permette di godere della corsa – e della natura – tutto l’anno, e non più solo nel periodo più caldo (e affollato).

Pensiamoci: è come sbloccare una serie di nuovi livelli in un videogioco, allargando gli orizzonti della nostra passione. Non servirà più rimanere chiusi in casa da novembre a marzo, aspettando che le giornate si allunghino… Possiamo uscire, sempre: le nostre strade o i nostri sentieri sono lì che aspettano.

Correre in inverno: i 6 errori da evitare assolutamente

Condividiamo quindi quelli che sono i 6 più comuni errori da evitare e alcuni punti chiave per correre in inverno. Ci permetteranno di divertirci tutto l’anno e di arrivare alla primavera, e alla grande stagione delle gare (se ne facciamo), in perfetto allenamento.

Errore n.1: non pianificare bene le uscite

Il buio che arriva presto, le temperature che precipitano appena cala il sole…

Che siamo runner alle prime armi o veterani, dovremo fare particolare attenzione alla programmazione delle corse invernali. Se l’estate permette di partire da casa e lasciare che la fatica e la voglia di esplorare determinino il tracciato di allenamento, l’inverno è più inclemente.

Il buio che arriva presto, le temperature che precipitano appena cala il sole, il terreno che può essere ghiacciato, innevato o fangoso sono solo alcuni dei fattori da tenere presente quando si programma un allenamento invernale.

Il terreno potrebbe essere ghiacciato? L’allenamento si protrarrà oltre il tramonto? Il sentiero o la strada sono riparati dagli alberi o esposti ai venti? Se poi amiamo correre in collina, o in montagna, prima ancora di preparare i vestiti, è bene studiare il percorso su una mappa e prevedere il tipo di terreno e la lunghezza della corsa. Il dislivello porterà a cambi di temperatura rilevanti? Arriveremo magari alla quota della neve?

Se si parte senza farsi prima queste domande, si rischia un allenamento poco efficace e potenzialmente pericoloso. Ma basta dedicare il giusto tempo alla programmazione per correre in sicurezza anche in pieno inverno.

Qualche consiglio su come pianificare

  • Andare in avanscoperta: organizziamo una camminata esplorativa diurna sul sentiero o strada dove vorremmo correre. In questo modo potremo verificare eventuali difficoltà e pianificare corse anche dopo il tramonto
  • Prevedere una “exit strategy”: invece di lunghi anelli, puntiamo a giri che possano essere ripetuti più volte e che diano la possibilità di ritirarsi e tornare alla macchina se il clima o la forma fisica lo richiedono
  • Trovare un/a compagno/a di corsa: questo consiglio è sempre buono, ma in inverno lo è doppiamente. Fissiamo le date degli allenamenti insieme al nostro running partner, così da motivarci a vicenda a mantenere fede all’appuntamento, anche nei giorni in cui la pigrizia bussa alla porta
  • Occhio all’orologio: ricordiamo di inserire nel programma i tempi da dedicare al riscaldamento pre-corsa, soprattutto nel caso la nostra priorità sia evitare di correre dopo il tramonto
  • Occhio all’obiettivo: stabiliamo una meta, che sia una gara, un tempo da abbassare, una forma fisica da ritrovare. Immagina una giornata di dicembre in cui piove o magari nevica e freddo e stanchezza si fanno sentire: la mente deve focalizzarsi su un obiettivo per rimettere in circolo la voglia di correre.

Errore n. 2: sbagliare abbigliamento

Non esiste il brutto tempo, esistono solo i vestiti (e le scarpe) sbagliati…

Il nostro mantra invernale dev’essere: non esiste il brutto tempo, esistono solo i vestiti (e le scarpe) sbagliati. In effetti il piacere della corsa al freddo passa necessariamente per una buona scelta dell’abbigliamento.

Vedendo il termometro all’esterno che scende verso lo 0, la tentazione del corridore alle prime armi è quella di coprirsi con quanto di più caldo ci sia nell’armadio.

Invece bisogna ricordarsi una semplice regola empirica: durante la corsa il nostro corpo si riscalda in fretta, percependo una temperatura di circa 10 gradi superiore a quella effettiva.

In poche parole: partendo a correre con 0 gradi, dobbiamo vestirci come ce ne fossero 10. Solo in caso di soste prolungate la temperatura percepita tornerà agli 0 effettivi.

Il consiglio: vestirsi a strati

Ma la vera regola d’oro per l’abbigliamento del runner in inverno è un’altra. Come ogni mamma o nonna ci ricorderebbe, in inverno bisogna vestirsi a strati, anche per correre. Sovrapporre due o tre strati è preferibile rispetto a un unico, pesante capo di abbigliamento, perché così si “intrappolano” sacche di calore corporeo tra uno strato e l’altro e si può facilmente regolare la temperatura.

Un’ottima soluzione è quella di acquistare capi con delle zip, così da adattarne l’apertura in corsa senza doversi fermare per togliersi uno strato.

I materiali migliori per i nostri strati da corsa invernale sono quelli che non trattengono il sudore, mantengono il calore e si asciugano in fretta.

La lana

Siamo abituati a pensare ai vestiti tecnici come necessariamente sintetici, ma proprio l’inverno ci invita a riconsiderare un classico naturale del comfort a basse temperature: la lana.

La lana è da sempre nota per le sue capacità di termoregolazione. La disposizione naturale delle fibre è tale da consentire agli indumenti di lana di formare delle celle che trattengono l’aria a contatto con il corpo. Creano così una sorta di cuscinetto isolante rispetto all’ambiente esterno più freddo (come fanno i “maglioni della nonna”) o più caldo (come dimostrano gli indumenti dei tuareg). Inoltre la lana assorbe l’umidità, risparmiandoci quello sgradevole effetto bagnato, ed è naturalmente antibatterica e non genera cattivi odori.

E per chi ha problemi di irritazione della pelle a contatto con la lana, c’è sempre l’opzione merino: un tipo di lana dalle fibre così fini da piegarsi a contatto con la pelle senza generare alcuna sensazione di fastidio.

Per i prossimi acquisti invernali teniamo quindi in considerazione questa fibra millenaria, che sta tornando “di moda” anche nel mondo outdoor, oltre alle fibre sintetiche (quelle di qualità), che hanno il vantaggio di essere spesso più economiche, leggere e resistenti ai lavaggi.

Gli strati per la parte superiore del corpo

  • Una maglietta tecnica aderente (maniche lunghe o corte, a seconda della temperatura: ricordare la regola dei 10 gradi da aggiungere alla temperatura effettiva!). Di tessuto traspirante in modo che il sudore evapori ed esca, evitando di mantenerci umidi e quindi di sentire ancora più freddo
  • Il secondo strato è quello che ci terrà caldi: una maglia non troppo aderente in lana merino, poliestere o altri tessuti sintetici che si asciughino facilmente e che incamerino il calore corporeo, continuando a trasportare verso l’esterno il sudore vaporizzato
  • Eventualmente, una giacca a vento impermeabile, meglio con cappuccio e con una schiena traspirante. Che faccia da scudo esterno contro gli agenti atmosferici più ostacolanti la corsa, senza però creare lo sgradevole “effetto sauna”

Come proteggere le altre parti

  • Pantaloni da corsa aderenti, corti (da abbinare a calzetti al ginocchio) o lunghi, a seconda della temperatura
  • Calzettoni al ginocchio, o anche alla caviglia, se i pantaloni lunghi aderenti o compressivi vi sembrano sufficienti a mantenere caldi i polpacci. Meglio se di lana o compressivi, così da tenere caldi i piedi
  • Guanti da corsa, molto utili soprattutto all’inizio dell’allenamento nei giorni più freddi
  • Una fascia che trattenga il sudore sulla fronte e copra le orecchie
  • Una cuffia, uno scaldacollo o un passamontagna tecnico se la temperatura è particolarmente inclemente

Va da sé che correre d’inverno in collina, montagna o aree naturali, spesso comporta portarsi tutto il necessario in uno zainetto che riesca a contenere eventuali strati di vestiti eliminati in corsa, oltre alla lampada frontale, acqua, barrette/gel energetici. E una coperta d’emergenza nel caso dovesse succedere qualche imprevisto quando siamo in montagna.

Un ottimo zaino per l’inverno, spazioso ma avvolgente, è il Salomon Skin Pro 10, da noi già recensito.

L’abbigliamento migliore per correre d’inverno

Primo strato
Secondo strato
  • Smartwool Merino 250: 100% lana merino per questo secondo strato, non troppo aderente e confortevole per ogni tipo di pelle. Promette tutte le virtù termoregolanti della lana, sperimentate dalla Smartwool in anni di produzione di calzetti da sci
  • Runderwear long sleeve: una maglia sintetica calda e traspirante, senza cuciture e con guanti incorporati, pensata proprio per la corsa invernale
  • Rewoolution Ocelot felpa half zip: prodotta in Italia con “lana etica” (l’intera filiera garantisce standard di sostenibilità ambientale e sociale), questa maglia propone un collo apribile per migliorare la ventilazione
Giacche da corsa
  • Brooks Canopy: giacca tecnica dal tessuto morbido e flessibile, che protegge dal freddo, dal vento e dall’acqua, mantenendo un buon grado di traspirabilità e pesando soli 187 grammi nel nostro zaino
  • Arc’teryx Norvan: poco conosciuta in Italia, la canadese Arc’teryx da anni produce abbigliamento da montagna ipertecnolgico ed ecosostenibile, puntando sull’estrema qualità e durabilità. I prezzi di conseguenza non sono da discount. Pensata per il trail running, la giacca Norvan è ultraleggera (120 grammi) e traspirante, con tutte le proprietà antivento e impermeabili del gore-tex
  • Patagonia Houdini: altro marchio outdoor storicamente impegnato a bilanciare qualità ed ecosostenibilità. Con Houdini offre uno scudo antivento che si riduce alle dimensioni di una mela (110 grammi!) ed è anche idrorepellente
  • La Sportiva Blizzard Windbreaker: il massimo della leggerezza, 100 grammi e ultrasottile; eccellente traspirabilità grazie agli inserti in mesh su schiena e sotto le ascelle
Pantaloni
  • X-Bionic Energizer: disponibili anche in versione più corta, questi pantaloni moderatamente compressivi prodotti dalla svizzera X-Bionic sono un’ottima soluzione per sconfiggere il freddo alle gambe, evitando il ristagno del sudore
  • Salomon Bonatti Race: quando il problema non è tanto il freddo quanto l’umidità e la pioggia, questi pantaloni ultraleggeri che portano il nome del più grande alpinista italiano del ‘900 possono fare al caso nostro. Sono impermeabili, traspiranti e riflettenti, possono essere usati da soli o sopra a dei pantaloni corti
  • Patagonia Nano-Air Pants: per i giorni davvero freddi e per le corse in alta montagna ci vengono in soccorso i Nano-Air della Patagonia, imbottiti e traspiranti, che ci terranno al caldo per tutta la corsa. Anche se potremmo rinunciare a qualcosa in termini di agilità rispetto ai modelli aderenti
Guanti, fasce, calzini, etc.
  • Black Diamond Wind Hood Gridtech: garantiti fino ai -3°, questi guanti impermeabili hanno un cappuccio che può essere usato per scaldare ulteriormente le dita, ottimi per correre in inverno
  • CEP run socks 2.0: prodotte da un’azienda tedesca con esperienza in campo ortopedico, queste calze compressive (molto compressive: meglio provarle prima dell’acquisto, se non siamo abituati a questo tipo di calzata) sono estremamente confortevoli e calde senza esagerare. Inoltre evitano ogni rischio di vescica e di fastidioso “scivolamento” del piede, sperimentato con altre marche
  • Columbia Thermarator: Soffice, confortevole, traspirante e riflettente, questa fascia è l’ideale per tenere calde le orecchie durante le corse più fredde
  • Gore running wear beanie: se una fascia non è abbastanza protettiva per il clima in cui corriamo, spostiamoci su una cuffia da corsa come quella della Gore, calda, antivento e idrorepellente
  • Smartwool Merino 250 Neck Gaiter: se abbiamo problemi di cervicale e ci teniamo a mantere caldo il collo per tutta la corsa, questo morbido scaldacollo in lana merino sarà un ottimo compagno di corse invernali
  • Under Armour Men’s ColdGear Infrared Balaclava: ma se il termometro scende in picchiata e la cuffia non ci sembra sufficiente, forse dobbiamo pensare a un passamontagna. Questo modello traspirante della Under Armour è consigliabile a chi corre in climi veramente rigidi, e ha il vantaggio di proteggere contemporaneamente collo, testa e orecchie, fornendo anche un filtro davanti alla bocca evitando il raffreddamento dei bronchi

Le scarpe

In inverno il terreno presenta diverse variabili e ci richiede di essere flessibili anche nella scelta delle scarpe. A seconda della zona dove abbiamo deciso di allenarci possiamo prevedere se ci troveremo a correre su asfalto, fango, sulla neve o sulla terra ghiacciata. Nel caso di asfalto possiamo farci aiutare dalla nostra guida Come scegliere le scarpe da corsa.

Diversamente, un buon punto di partenza per decidere su che modelli orientarsi è vedere il nostro articolo Come scegliere le scarpe da Trail Running. Se andiamo “off-road” è particolarmente importante la scelta delle scarpe, perchè oltre a dover tenere i piedi caldi, dovranno anche mantenere un buon grip ed evitarci cadute sgradevoli.

I modelli per il trail

In caso di terreno fangoso, ottime alleate potranno essere le Inov8 Mudclaw, dei “ramponi da fango” ultraleggeri, che permettono di affrontare pendii scivolosi con la sicurezza che avremmo su una strada asfaltata.

Quando la priorità è mantenere il piede caldo e asciutto, ottima scelta sono le Dynafit Speed MTN GTX. Sono leggere, solide e comode, propongono un sistema di allacciamento veloce e una membrana in gore-tex che tiene al riparo in ogni condizione climatica.

Vale la pena anche dare un’opzione agli amanti del cushioning (ammortizzazione) estremo, proponendo delle Hoka versione “moonboot”: le HOKA ONE ONE Speedgoat Mid 2 GTX. Molto semplicemente, questo modello offre la comodità e la sensazione di “correre su una nuvola” per cui la HOKA ONE ONE è diventata famosa, aggiungendo protezione da freddo e neve.

Ramponcini

Non si può parlare di calzature per la corsa invernale senza menzionare i ramponcini, necessari in caso la nostra passione ci porti su sentieri ghiacciati.

Dimentichiamo gli ingombranti ramponi da alpinismo, quello che dobbiamo cercare è un prodotto che aggredisca il ghiaccio senza farci rinunciare all’agilità e alla leggerezza. E soprattutto senza modificare troppo la meccanica del nostro movimento in corsa.

Ci viene in soccorso l’austriaca Nortec, che si è specializzata nella produzione di questo tipo di ramponcini, tra l’altro obbligatori in diverse gare invernali di trail running.

A seconda del grado di stabilità a cui miriamo, possiamo orientarci su modelli come il Nortec Trail, peso piuma con ottima trazione su ghiaccio e neve dura.

O il Nortec Corsa, modello antiscivolo meno adatto all’alta montagna ma più che sufficiente per corse meno impegnative e meno impattante sull’appoggio del piede, visto che in questo caso sotto la suola non abbiamo vere e proprie lame, ma dei “bottoni” d’acciaio.

Errore n. 3: sbagliare alimentazione

Alcuni alimenti ci possono dare una mano ad affrontare il freddo…

Ci siamo già occupati di corsa e alimentazione nei due articoli Cosa posso mangiare prima di correre? e 3 libri su corsa e alimentazione che devi leggere. Ma c’è qualche consiglio specifico che si può dare su cosa mangiare per prepararsi al meglio a correre in inverno.

Una sostanza chiave per sentire meno freddo è l’arginina, vasodilatatore naturale che favorisce la circolazione. Nella nostra dieta invernale possiamo quindi inserire tutti i cibi che ci permettono di integrarla. Ad esempio la spirulina, i semi di zucca, le noci, le arachidi, l’avena, le mandorle, ma anche anacardi, carne magra e pesce.

In inverno è inoltre utile sfruttare le virtù di un antinfiammatorio naturale come l’omega 3. Ci tiene al riparo dai dolori alle articolazioni, solitamente incentivati dal freddo. In questo caso nei nostri piatti dovremo aggiungere semi di lino, chia, salmone, sardine, merluzzo, aringa, sgombro…

Con le giornate più corte e una minore esposizione al sole, in inverno rischiamo di andare in deficit da vitamina D. Utile alla calcificazione delle ossa e al mantenimento dei livelli di calcio nel sangue. A tavola possiamo riequilibrare questa mancanza con latte, yogurt, tutti i pesci dei mari del Nord, funghi, uova e formaggi.

Altri alimenti da considerare

In vista delle nostre corse più fredde, al supermercato inoltre non dovremmo dimenticare:

  • Barbabietola: fonte di nitrati, che permettono al nostro organismo di produrre maggior ossido nitrico (NO), un composto essenziale per migliorare la circolazione sanguigna e la pressione arteriosa. Che svolge anche un’azione complessiva positiva sull’apparato cardiovascolare e contro gli agenti patogeni
  • Zucca: miniera di caroteni e pro-vitamina A, è inoltre ricca di minerali, tra cui fosforo, ferro, magnesio e potassio. Con un altissimo contenuto di acqua, la zucca è facilmente digeribile, ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie e aiuta a ridurre il colesterolo. Grazie alla vitamina C, la zucca aiuta anche la guarigione delle ferite e attenua i dolori articolari. Inoltre riduce gli effetti negativi dello stress e previene malattie degenerative
  • Cavolo riccio, o kale: piuttosto simile al cavolo nero, vi si differenzia per le sue proprietà benefiche ancora più spiccate. Fonte di moltissimi antiossidanti, vitamina K, vitamina C, vitamine del gruppo B, carotenoidi, quercetina, manganese, rame, fibre, calcio e potassio. Il cavolo riccio è un alimento dalla forte azione anti-tumorale e antinfiammatoria

Errore n. 4: non fare il riscaldamento

Il riscaldamento assume un’importanza ancora più rilevante quando si va a correre in inverno…

Dei benefici si è parlato nell’articolo “6 motivi per fare riscaldamento prima di correre”. Ma, per ovvi motivi, il riscaldamento assume un’importanza ancora più rilevante quando ci si prepara a correre con temperature rigide.

Come fare il riscaldamento

Quando possibile, un buon inizio potrebbe essere un primo, semplice warm-up dinamico da svolgersi all’interno. Bastano cinque minuti: degli squat senza pesi aggiuntivi, degli affondi, delle oscillazioni frontali e laterali monogamba. E anche alcuni “superman” per attivare i glutei e una corsetta sul posto o su e giù dalle scale.

Questo consente di affrontare il freddo all’esterno con un corpo già in parte riscaldato e le giunture lubrificate.

A questo punto siamo pronti a uscire, iniziando con una camminata veloce. Il battito cardiaco aumenta, il sangue affluisce verso i muscoli che si preparano allo sforzo. Dopo qualche minuto di camminata si può procedere con una corsetta leggera per dieci minuti. Poi si può partire per l’allenamento vero e proprio. La sensazione di freddo iniziale si sarà a questo punto già mitigata.

Finita la corsa è meglio cambiarsi il più in fretta possibile e spostarsi in un luogo più confortevole. Magari bere un tè caldo e fare un po’ di stretching leggero (ad esempio un classico natural squat).

Errore n. 5: respirare nel modo sbagliato

Dobbiamo prestare la dovuta attenzione alla respirazione quando usciamo a correre in inverno…

Dobbiamo evitare di inspirare aria troppo fredda e secca attraverso la bocca. Il rischio è che le membrane si raffreddino e che si abbia la sensazione di bruciore nei polmoni, solitamente seguita da tosse.

Respirare con il naso

Qual è la soluzione? Innanzitutto dovremmo cercare di respirare con il naso: le narici e le ciglia nasali costituiscono un filtro naturale per l’organismo proteggendolo dai batteri. Inoltre l’aria viene riscaldata durante il passaggio nelle cavità nasali proteggendo la gola ed i bronchi dalle affezioni tipiche delle vie aeree (tosse, raffreddore).

Questa tecnica di respirazione ha però il forte svantaggio di limitare la quantità di aria che entra ed esce dai polmoni. Infatti quando l’allenamento è particolarmente intenso respirare con la bocca non è più una scelta ma una necessità.

In questo caso il consiglio è quindi di correre con un filtro davanti alla bocca. Può essere uno scaldacollo, bandana, maglia con il collo alto, passamontagna. Proviamo a trovare la soluzione che fa meglio al caso nostro e al clima che dobbiamo affrontare.

Errore n. 6: non pensare alla tua sicurezza

Essere ben visibili quando fa buio è fondamentale, anche in zone poco trafficate o su percorsi nei parchi.

La lampada frontale

Magari dimenticata nell’armadio durante la luminosa stagione estiva, la lampada frontale tornerà a rendersi utile se vogliamo correre d’inverno. È fondamentale che la luce utilizzata ci permetta di correre con confidenza anche su veloci discese e su terreni tecnici. Ma senza costringerci a rinunciare a velocità e sicurezza.

Un errore del neofita potrebbe essere quello di affidarsi alla lampada più luminosa, scambiando il numero di lumen (che misurano l’intensità luminosa) con la qualità complessiva del prodotto. Bisogna ricordare che non stiamo andando a fare speleologia, ma un allenamento per il quale vogliamo mantenere leggerezza e mobilità.

Ancora una volta la scelta dev’essere basata sulle nostre abitudini. Se il nostro circuito di allenamento prevede soprattutto strade asfaltate in zone illuminate da lampioni o comunque a cielo aperto, possiamo anche accontentarci di una lampada che raggiunga i 200 lumen.

Se invece i nostri sentieri si snodando tra fitti boschi, colline isolate e passi montani, la luce che ci accompagna non dovrebbe essere sotto i 300 lumen.

Altre caratteristiche importanti

Teniamo anche in considerazione il peso. Tutti vorrebbero lampade frontali dalla durata infinita, ma se il prezzo da pagare è avere un chilo di batterie sulla fronte, meglio rinunciare. Se il nostro allenamento non supera mai l’ora e mezza, possiamo fare a meno di preoccuparci della durata.

Se siamo invece degli ultramaratoneti, dobbiamo valutare l’acquisto di una lampada a batterie AA o AAA, scartando le più leggere lampade con batterie al litio ricaricabili tramite usb. Comode, certo, ma inutili se ci lasciano al buio nel mezzo del nostro allenamento di 6 ore. Un set di batterie di ricambio nello zaino risolve il problema.

Altro fattore da ricordare è il grado di inclinazione della lampada. Se corriamo al buio in salita e discesa, vogliamo una lampada che si inclini abbastanza da illuminare all’occorrenza la punta dei piedi. E che con un facile aggiustamento si spinga poi a illuminare il sentiero davanti a noi. L’alternativa è un torcicollo garantito, visto che se la luce non ci obbedisce è la nostra testa che deve ovviare, spostandosi per indirizzare il raggio.

È inoltre bene assicurarci che la lampada mantenga la sua posizione, senza spostarsi ad ogni nostro movimento brusco, costringendoci a continue regolazioni.

E a questo punto possiamo dare qualche consiglio che illumini le nostre notti invernali.

Le migliori lampade frontali per correre in inverno
  • Black Diamond Sprint 225:economica, affidabile, solida, questa lampada con batteria ricaricabile al litio garantisce 225 lumen e la resistenza alla pioggia e al nevischio, a soli 50 grammi
  • Petzl Actik Core: 82 grammi e 450 lumen alla massima potenza, ha nella sua tecnologia ibrida il suo punto di forza. La Actik Core funziona infatti sia con batterie sostituibili che con una batteria al litio ricaricabile tramite usb. Fischietto d’emergenza incorporato
  • Petzl Nao+: design fantascientifico per questa lampada luminosissima (750 lumen), che è in grado di durare 12 ore al minimo della potenza (120 lumen, che non sono pochi). Il peso della batteria è sul retro, in modo da garantire equilibrio e stabilità durante la corsa. Sempre sul retro troviamo una luce rossa lampeggiante, che tra l’altro è richiesta in alcune ultra maratone di montagna. Una volta settata tramite app gratuita, questa lampada farà il suo lavoro senza che dobbiamo sfiorarla. Difetti? I 190 grammi di peso
  • BioLite Headlamp 330: 4 tipi di illuminazione disponibili e una fascia particolarmente comoda. Con i suoi 69 grammi questa lampada che raggiunge (senza mantenerli a lungo) i 330 lumen è un’ottima soluzione per le corse meno impegnative
  • Fenix HL60R: con una luminosità da faro (950 lumen!), un corpo di alluminio resistente agli urti e waterproof, questa lampada è l’ideale per chi è in cerca di lunghe avventure. In modalità 400 lumen ha un’autonomia di 4 ore. 138 grammi, compresa la batteria ricaricabile. Accessori riflettenti

Altri accessori fondamentali per rendersi visibili

Quando si parla di corsa notturna c’è un altro importante aspetto che va preso in considerazione.

Che ci dedichiamo alla corsa su strada o che ci inoltriamo nel folto del bosco, essere ben visibili anche di notte è fondamentale. Non è quindi solo una questione di lampada frontale, ma anche di vestiti e accessori che riflettano la luce.

  • Safety Skin: adesivi riflettenti da applicare direttamente sulla pelle, come cerotti. Un prodotto innovativo, che non irrita la pelle e resiste all’acqua
  • Proviz rucksack cover: il nostro zaino non è riflettente? Questa cover lo trasformerà in una vera e propria lampada fluorescente, oltre a renderlo impermeabile!
  • 2XU Reflective Tights: due piccioni con una fava. Degli ottimi pantaloni da corsa invernali compressivi (così da migliorare la circolazione del sangue e favorire il recupero muscolare), che ci rendono anche perfettamente visibili grazie ai diversi dettagli riflettenti disposti su tutta la superficie.
  • Saucony Exo: una giacca antivento impermeabile per la corsa, con particolari riflettenti strategicamente posizionati sul torso e sulle braccia, così da evidenziare il movimento del runner.

La Ricompensa

Certo, correre in inverno (e non solo) è di per sé una ricompensa: migliora il nostro umore, riduce lo stress, rafforza le difese immunitarie e le amicizie, permettendoci di riscoprire insieme le bellezze della natura anche in quelle fredde sere che avremmo altrimenti passato a casa sotto le coperte, con Netflix o Instagram.

Abbiamo superato la pigrizia, il richiamo del divano, la paura delle temperature sempre più rigide… ora è giusto premiarci.

Ma tanto per sfatare il vecchio mito del runner masochista vogliamo dedicare un capitolo, che idealmente dovreste scrivere voi, alla ulteriore, meritata ricompensa che ci si può regalare dopo un allenamento invernale.

Dopo tanto freddo, concediamoci qualche piccola comodità…

A noi viene in mente un bel bagno caldo, con qualche incenso acceso e una buona musica a cullarci… o, perché no, un piccolo sgarro alimentare, un buon bicchiere di rosso, una breve e saltuaria deviazione dalla via del runner sano e integerrimo.

Tanto poi torneremo presto su quei freddi sentieri, dove gli unici suoni sono quelli dei nostri respiri e dei nostro passi che si adattano alla fatica, e dove le uniche luci sono quelle delle nostre lampade frontali, che dalle case lontane dovranno sembrare uno strano sciame di lucciole fuori stagione.

Perché ormai abbiamo capito che quei sentieri ci sono amici anche d’inverno.