9 Migliori Scarpe Trail Running Salomon 2022: Caratteristiche e Consigli

9 Migliori Scarpe Trail Running Salomon 2022: Caratteristiche e Consigli

Se c’è un nome di un brand che viene subito in mente quando si pensa al trail running, è Salomon.

Legato indissolubilmente con il mondo della corsa off-road, da ormai molti anni, quella di Salomon è una storia delle più belle.

Ultimamente ha sicuramente perso una buona fetta di mercato a causa di Hoka (vedi anche il mio articolo sulle scarpe Hoka da trail qui) che si sta affermando sempre più come una delle aziende più forti.

Ma, nonostante tutto, Salomon rimane probabilmente ancora la maggiore azienda per quanto riguarda questo settore. Non solo per la produzione della scarpe, ma anche per l’abbigliamento.

Le collaborazioni che ha avuto e ha tuttora sono numerosissime.

Le scarpe da trail running Salomon sono tra le migliori che si possono trovare, e sono sempre più performanti. Non è un caso che molti atleti di élite continuino ad usarle, ma anche milioni di appassionati.

Basta sapere come sceglierle nel modo giusto.

Come scegliere le scarpe trail running Salomon

Come sempre quando si sta per scegliere un paio di scarpe da trail running, bisogna considerare l’uso che ne andremo a fare.

Ad esempio: ci servono per fare soprattutto sterrati e strade forestali? O invece per sentieri di montagna ripidi e tecnici?

Già questa prima domanda è sufficiente per orientarci nella scelta, perché nel primo caso possiamo puntare su modelli ben ammortizzati, comodi, con suole non troppo marcate.

Mentre nel secondo potremmo aver bisogno di una scarpa che calzi stretta e precisa per avere maggior controllo, che sia agile e leggera, che abbia una suola con elevata aderenza.

Oppure potrebbe essere che stiamo cercando un modello che possa andare bene in qualsiasi situazione, e vi posso dire che, con qualche limite, esiste anche questo.

Quale che sia la scarpa che cerchiate, posso dire che è molto probabile che Salomon ce l’abbia.

Vediamo allora le principali caratteristiche da ricercare in una scarpa da trail running Salomon.

Ammortizzazione

C’è una questione che anima spesso le discussioni dei trail runner: è davvero necessario avere una ammortizzazione abbondante e morbida?

Dopotutto ci sono atleti che corrono le ultramaratone con scarpe senza ammortizzazione…

Salomon ha sempre adottato un’ammortizzazione più compatta, meno morbida rispetto ad alcune altre marche. Infatti chi ricerca intersuole molto soffici di solito si rivolge ad altre aziende.

Questo termine, intersuola, sta ad indicare quella parte che si posiziona tra la soletta interna e la suola esterna. É quella che attutisce i piccoli traumi che i nostri piedi ricevono quando corriamo.

Può essere più o meno morbida, e come dicevo, Salomon storicamente ha sempre preferito quelle un po’ più dure, e con una quantità di ammortizzazione minore.

Il motivo è che meno stacco si ha sul tallone, e più aumenta la stabilità del piede.

Infatti basta provare ad indossare ad esempio delle Hoka Speedgoat e poi delle Salomon Sense Ride per accorgersi subito della differenza. Le Salomon sono più snelle, con meno ammortizzazione, meno morbida, ma sono più precise quando siamo su sentieri difficili.

Meno morbidezza, ma non significa che le scarpe siano rigide o siano poco confortevoli. Si tratta di calzature sempre molto comode, alcune danno la sensazione di indossare dei guanti.

Ma, in ogni caso, anche se questo comfort non bastasse, ora Salomon ha introdotto anche un nuovo tipo di scarpa, le Ultra Glide, che sono molto più morbide e generose, così da accontentare anche i trail runner che amano questo tipo di calzature.

Aderenza

Salomon utilizza da anni diversi tipi di suole a seconda del tipo di scarpa.

Modelli versatili, che vanno bene per correre su diversi tipi di terreno montano di solito suole più rigide e con tasselli più corti. Questo per evitare di sentirli troppo sotto la pianta quando si è su fondi compatti.

Mentre per le scarpe che nascono per affrontare i terreni più complicati e ripidi, di solito abbiamo tasselli lunghi, anche 5-6 mm, che meglio si aggrappano al terreno.

Quelle dedicate ai terreni morbidi e fangosi non solo dispongono di tasselli più marcati, ma anche di mescole più morbide che danno la sensazione di appiccicarsi e tenere meglio.

Comfort

Salomon ha molta esperienza nella realizzazione di scarpe da corsa e trail running, e questo si nota immediatamente quando si indossano.

La calzata di molti dei loro modelli è stretta, ma il comfort è palpabile.

Questo grazie a solette Ortholite, ma anche a tomaie in tessuto mesh, che assicurano una piacevole sensazione sulla pelle e anche traspirabilità.

La traspirabilità è elemento fondamentale di un prodotto per lo sport. L’umidità causata dal sudore deve poter uscire, anche per evitare spostamenti all’interno della scarpa e vesciche.

Protezione

Altro punto fondamentale è la protezione.

Sappiamo bene che sui sentieri possiamo trovare molte asperità che possono farci male. Dai sassi alle radici.

E se è vero che esistono runner che corrono a piedi nudi, o con scarpe minimaliste e a drop zero, è anche vero che quello stile non è per tutti.

Una buona intersuola che attutisce i colpi ricevuti e una suola esterna che protegge in modo più deciso sono elementi quasi sempre indispensabili per ottenere una buona corsa.

Le Salomon proteggono molto bene. Non a caso sono tra le scarpe migliori per la corsa in montagna. Questo vale sia per i modelli più “rilassati” che per quelli da gara.

Differenziale

Ovvero la differenza di altezza tra punta e tacco, è un dato da tenere a mente.

Un differenziale (detto anche drop) da 7 a 10mm si può considerare standard ed è ideale per chi tende ad atterrare col piede di tallone.

Drop da 4 a 6 sono considerati medio-bassi, e possono andare bene per un gran numero di trail runner.

Quelli da 0 a 3 sono quelli minimi, adatti a chi ha una buona tecnica di corsa ed atterra con il mesopiede o di punta.

Ma quanto appena detto non è sempre una regola, quindi il mio consiglio è di non preoccuparsi troppo se si è agli inizi, basta restare su drop da 4 a 10.

Le migliori scarpe trail running Salomon

E allora iniziamo a vedere quali sono le migliori scarpe trail running Salomon secondo me.

Salomon Sense Ride 4

In sintesi: una door-to-trail affidabile e confortevole

Tra le scarpe che uso regolarmente ci sono le Sense Ride 3.

Ora sono arrivate alla versione numero 4, ma le modifiche non sono poi molte. Lo stile è quello e anche il comfort.

Le Sense Ride sono delle scarpe door-to-trail, ovvero quella categoria che include le calzature adatte ad essere indossate anche per fare tratti di asfalto.

Il nome inglese è perfetto: significa “dalla porta di casa al sentiero” ed esprime molto bene il concetto: non serve per forza spostarsi con la macchina per poi iniziare a correre dal sentiero, si possono indossare fin da subito.

Questa versatilità è molto ricercata.

Permette di avere delle scarpe adatte a fare un po’ di tutto. Ideali anche nel caso in cui non sappiamo esattamente come sarà il percorso.

Le Sense Ride 4 sono scarpe che offrono un pochino di spazio in più sulle dita rispetto ad altre Salomon. La calzata non è stretta e il comfort è davvero ottimo.

Montano l’ormai classico Quicklace, sistema presente anche in tutte le altre scarpe Salomon e che evita di dover usare dei lacci tradizionali. Può piacere come no, ma è efficace per moltissimi runner.

L’intersuola presenta un’ammortizzazione in giusta quantità, che tende ad essere compatta ma molto comoda. Non ho mai avuto la sensazione che fosse troppo dura.

É una scarpa che ben protegge il piede da rocce e quant’altro quando è sul sentiero. Ma lascia anche un po’ di sensibilità col terreno.

La suola esterna è fatta con il Contagrip MA, con i tasselli da 4mm, una misura standard che permette alla scarpa di essere efficiente in quasi tutte le situazioni, anche nei tratti tecnici.

Il drop è di 8mm.

Disponibili anche nella versione in Gore-Tex, che consiglio per i mesi invernali.

Salomon Ultra Glide

In sintesi: morbide, versatili, per lunghe distanze

Dicevo sopra che l’entrata in campo delle UltraGlide ha un po’ rivoluzionato il mondo Salomon. Perché prima non c’erano scarpe così morbide nel catalogo.

Non sono ai livelli di alcune scarpe Hoka, come la Speedgoat, che ha un’ammortizzazione ancor più abbondante, ma il comfort è quasi perfetto e si sente che è molto soffice, soprattutto sul tallone.

Le ho usate per diversi mesi e tra i vantaggi c’è sicuramente lo spazio in punta, non poco per essere una Salomon.

Le dita stanno comode, si muovono leggermente, quel tanto che basta per evitare sfregamenti e vesciche dopo molte ore di corsa.

La scarpa è anche abbastanza flessibile, il che non guasta.

Il grip della suola, che in questo caso è una Contagrip MA, è buono su molte superfici diverse.

Molto simile a quello che si ha con le Sense Ride, ovvero un tipo di suola che ha tasselli non troppo lunghi, fatti apposta per adattarsi a situazioni di fondi compatti, come anche ai sentieri tecnici.

Non adatte, però, a percorsi troppo difficili. In questo caso si sente che non sono state fatte per questo.

Inoltre ho notato che il piede si sposta un po’ troppo all’interno della scarpa quando si trova su discese molto ripide, o traversi.

La durata della suola può sicuramente essere migliorata. Ma sono delle ottime tuttofare, incredibilmente buone anche per fare chilometri di asfalto.

Il drop è di 6mm.

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Salomon S/Lab Pulsar

In sintesi: per distanze fino a 30-40km, anche da gara

Create in collaborazione con il mitico Kilian Jornet, le Pulsar sono un modello veloce e agile, ideale quando si vuole spingere.

Il particolare “calzino” che esce dalla scarpa può rendere difficile far entrare il piede, ma una volta che è all’interno il comfort è fantastico. Su questo Salomon ha fatto un lavoro incredibile.

Anche la Pulsar fa parte delle “nuove leve” di Salomon, e infatti si differenzia un po’ dal resto a partire dallo spazio che offre sulla parte anteriore, ampio e comodissimo.

La tomaia è fatta in un mesh robusto che assicura protezione.

Altro cosa che non ti aspetti è la morbidezza sotto il piede: l’ammortizzazione è ben presente e quasi soffice.

Salomon le classifica nella categoria ammortizzazione minima, ma il risultato dell’impiego di una nuova schiuma, l’Energy Surge, porta ad una scarpa molto più morbida rispetto al sistema Optivibe presente sulle Sense Ride e altre.

Un punto su cui però fare attenzione è la suola: i tasselli sono davvero bassi e quindi non adatti a terreni molto tecnici. Meglio restare su quelli compatti e semplici.

Delle eccellenti scarpe da usare durante gare di trail oppure negli allenamenti più veloci.

Disponibili anche nella versione “soft ground”, con la suola Mud Contagrip, con tasselli più alti e molto più efficace sui terreni morbidi come quelli fangosi.

Il drop è di 6mm.

Salomon Speedcross 5

In sintesi: robuste, con grip elevato

Le Speedcross sono tra le scarpe più popolari.

Non le si vedono solo ai piedi dei trail runner, ma anche a quelli di semplici camminatori ed escursionisti.

Parte del loro successo è sicuramente dovuto all’aspetto: sono aggressive e particolarmente “cool”. Ma molto è dovuto anche al comfort e al grip che hanno.

Sul primo si può dire che sono sicuramente scarpe che calzano strette (non una sorpresa in casa Salomon) ma che l’effetto guanto è garantito.

Sono davvero confortevoli. E il fatto che siano strettine ha a che fare con la precisione: sono ottime per trail brevi e impervi, soprattutto in caso di terreno morbido, bagnato e con fango e sono precise.

Cioè danno sicurezza ad ogni passo.

La suola è di certo la parte migliore di tutta la scarpa: l’aderenza è fantastica, e come potrebbe essere altrimenti! Visto che monta tasselli di 5 mm, con una mescola morbida che si attacca facilmente a quasi tutto quello che trova.

Di contro sono scarpe alte, perché c’è molto tacco e lo stacco da terra non piace a tutti. Per molti complica un po’ la stabilità.

Anche le Speedcross sono disponibili in Gore-Tex.

Salomon S/Lab Ultra 3

In sintesi: agili e stabili, per percorsi di montagna e ultradistanze

Tra le migliori scarpe Salomon in assoluto, le S/Lab Ultra sono le scarpe per affrontare sentieri di montagna, anche molto tecnici e difficili, ma pensate soprattutto per le lunghe distanze, come dice il nome stesso.

Quelle che vanno oltre i 42km, per capirci.

Assieme alle Ultra Glide sono i due modelli pensati per andare molto lontano, ma qui siamo di fronte ad una scarpa completamente diversa dalle Glide.

Secondo me sono l’essenza di Salomon: una scarpa leggera, snella, con un ottimo grip e un’ammortizzazione che non è morbida, ma che si traduce in una eccellente stabilità quando il sentiero si fa complicato.

Non solo, abbiamo anche buona reattività ad ogni passo.

Anche queste adottano un calzino interno, che oltre a dare comfort sostiene meglio il piede avvolgendolo perfettamente. E inoltre evita che i detriti penetrino nella scarpa.

Per certi versi potremmo dire che sono delle Pulsar orientate alle lunghe distanze.

La All Terrain Contagrip fa benissimo il suo lavoro e ci tiene in piedi, anche nelle condizioni di bagnato.

Uniche pecche: il costo e una durata che potrebbe essere migliorata. Per il resto sono delle scarpe quasi perfette.

Il drop è di 8 mm, quindi una misura classica.

Salomon Sense Pro 4

In sintesi: veloci, leggere e lasciano il piede “libero”

Modello che ho usato con piacere, le Sense Pro 4 sono un bel tuffo dentro la sensibilità.

Intendo dire che con queste scarpe si sente molto il terreno sottostante, è una bella sensazione che ti fa sentire un tutt’uno con il sentiero.

Se si arriva da modelli molto ammortizzati, il cambio è evidente fin dal primo passo. Ma non ho mai avuto la sensazione che avessero una intersuola troppo rigida.

Perfino in discesa non mi hanno dato quell’impressione.

Sono davvero leggere per essere da trail. Il che è fantastico quando si corre, ma va a scapito della protezione. Se non siete abituati bisogna un po’ adattarsi, ma poi la sensazione è molto liberatoria.

Altro aspetto che salta subito all’occhio, specialmente per chi arriva da scarpe strutturate, è la flessibilità. Elevata, che permette al piede di sentirsi, appunto, libero.

Hanno il classico Quicklace al posto dei lacci, anche se qui ha una piccola variazione sulla linguetta.

Sono scarpe che montano la suola All Terrain Contagrip, simile a quella delle S/Lab Ultra 3, che va davvero bene in quasi tutte le situazioni.

Flessibili, poco strutturate, leggere, ma con un’ottima aderenza. Le Salomon Sense Pro 4 sono il modello ideale per le uscite brevi e veloci su tutti i tipi di sentieri.

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Salomon S/Lab Sense 8

In sintesi: scarpa da gara, leggerissima

Con un peso di soli 195 grammi è difficile credere che si tratti di una scarpa da trail running.

Eppure è proprio così.

Le S/Lab Sense 8 sono straordinariamente leggere.

Per certi versi simili alle S/Lab Ultra 3 viste prima, adottano un “calzino” simile, che è davvero efficace nel tenere lontani sassolini e sporco.

Ma queste sono meno ammortizzate.

La calzata è stretta, perfetta per mettere giù il piede con precisione. Questo anche grazie al Sensifit, un sistema di Salomon che in pratica avvolge i lati del piede partendo dall’intersuola.

L’altezza dello stacco sul tallone è di soli 23mm.

Si tratta di un tipo di intersuola compatta e anche rigida per certi versi, il che è esattamente quello che molti atleti cercano quando devono sfrecciare su sentieri tecnici.

Come dicevo anche prima, minore ammortizzazione e materiali più rigidi di solito aumentano la stabilità della scarpa. Infatti qui è molto buona, perfetta per i tratti più difficili.

E anche la sensibilità col terreno è alta.

Il differenziale è di 4 mm, ed anche questo è un segno che si tratta di una scarpa per la velocità e per chi possiede una buona tecnica di corsa.

La suola è una All Terrain Contagrip, affidabile in tutte le situazioni.

La scarpa ha anche un trattamento speciale che la rende idrorepellente.

Salomon S/Lab Cross 2

In sintesi: minimali, per terreni morbidi e fangosi

Se state cercando una scarpa veloce e specifica per percorsi che sono per la maggior parte su erba, o per sentieri pieni di fango, le Cross 2 possono essere la scarpa ideale.

Realizzate in collaborazione con Stian Angermund, uno dei più forti trail runner al mondo, questo modello è fatto per atleti esigenti.

Bassissime e con un’ammortizzazione minima, non sono per chi ama andare piano, queste scarpe nascono soprattutto con le gare e gli allenamenti veloci in mente.

Hanno una vera e propria ghetta che sale sulla caviglia, proteggendo ottimamente il piede.

Vanno bene anche quando non c’è fango, ma la suola, fatta di tasselli alti e morbidi, tende ad usurarsi un po’ di più quando è a contatto con terreni troppo duri.

Il drop è di 4mm.

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Salomon Supercross 3

In sintesi: ottime per iniziare

Le Supercross vantano un look che ricorda più una sneaker che una scarpa da trail. A questo si deve parte del suo successo.

Sono orientate ad allenamenti brevi e non troppo intensi, perché in termini di durata e prestazioni forse non reggono il confronto con altre scarpe Salomon.

La tomaia è resistente, lo si sente al tatto, e rinforzata tutt’attorno al piede. Anche traspirante.

Il drop di 10mm, quasi inusuale per delle scarpe da trail, indicano che la scarpa è forse pensata per principianti, più che per runner evoluti.

Il tipico utilizzo potrebbe essere quello di un runner che le usa 1-2 volte alla settimana, su terreni non troppo difficili.

Nonostante non sia una delle migliori scarpe Salomon per correre sui sentieri, le Supercross se la cavano bene in molte situazioni.

Sono anche leggere.

La suola è una Contagrip TD, che non è affatto male e va davvero bene in tutte le situazioni.

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Differenze Salomon Sense Ride 4 e Salomon Sense Pro 4

Come dicevo, sono entrambe eccellenti per farci un po’ di tutto, sia montagna che per la strada. Ma le Sense Ride sono più pesanti, più protettive, ideali per ritmi medio-lenti e hanno un drop standard di 8mm.

Le Sense Pro sono invece fatte per andare veloce, più snelle, sono molto più sensibili sotto il piede, e anche più flessibili. I drop qui è basso, 4mm.

Differenze Salomon UltraGlide e Salomon S/Lab Ultra 3

Entrambe le scarpe sono pensate per affrontare le lunghe distanze, ma sono molto diverse tra loro.

Le Ultraglide sono più voluminose, molto più ammortizzate e più pesanti, adatte soprattutto a ritmi lenti.

Mentre le Ultra 3 sono per chi cerca agilità, velocità e leggerezza, a scapito di una minore ammortizzazione.