8 Migliori Scarpe per Iniziare a Correre su Strada e per Trail Running

8 Migliori Scarpe per Iniziare a Correre su Strada e per Trail Running

La scarpa da running non è tutto.

Ma saper scegliere quando si è all’inizio può portare dei grossi vantaggi.

In questo articolo vi parlerò di come scegliere le migliori scarpe per iniziare a correre e vi indicherò quelle che secondo me sono le più adatte ai principianti, sia per correre sulla strada che per affrontare percorsi in montagna, in collina o in campagna.

Se volete saperne di più su come iniziare a correre, ho scritto una piccola guida dedicata all’argomento, la trovate qui.

La corsa e il piede

Da quanto tempo esiste la corsa? Probabimente da sempre, ma è solo nel secolo scorso che le varie discipline collegate al mondo della corsa hanno iniziato ad essere veramente catalogate e differenziate.

Oramai i tipi e le distanze sono tantissimi: per la corsa su strada abbiamo l’atletica vera e propria, le gare sui 100, 500, 1000 metri; le 10km, le mezze maratone, la maratone. Ma anche le ultramaratone.

Lo stesso vale per le discipline “fuoristrada”, ovvero il cross, il trail running e le sue derivazioni: sky race, vertical, desert race, ultratrail, etc.

Tutte queste discipline hanno in comune molti aspetti, ma uno resta quello fondamentale: le scarpe.

Perché lo strumento principale che usiamo per correre è il piede.

Ovviamente anche le gambe e anche altre parti. Ma quella più rilevante è il piede, perché è quello che ci permette di entrare in contatto con il suolo, di spingere in avanti il nostro corpo e muoverci.

Questa parte è un vero capolavoro di ingegneria.

Se pensiamo a quante ossa sono presenti in questa piccolo arto, possiamo già capire che farle lavorare assieme è un vero miracolo. Il piede è uno strumento incredibile, che si è evoluto per darci il massimo delle prestazioni quando camminiamo e quando andiamo più veloci.

Ma non è perfetto.

Per alcuni usi ha bisogno di essere leggermente aiutato, ed è il caso della corsa.

Metto da parte, per il momento, la questione “barefoot running”, ovvero quel movimento che promuove la corsa a piedi nudi (o quasi) e ne fa anche una filosofia di vita.

Questo è un argomento decisamente interessante e che ha anche validi motivi di esistere, ma che si rivolge, secondo me, a runner evoluti o comunque con un po’ di esperienza.

Se state leggendo questo articolo, è probabilmente perché volete iniziare a correre e quindi siete alle prime armi o quasi, quindi il mio consiglio è di restare su un’impostazione “classica”, almeno per il momento, che prevede l’uso di scarpe tradizionali.

Com’è cambiato il mondo delle scarpe da running

Quando ho iniziato a correre su strada, circa 20 anni fa, avrei tanto voluto che ci fosse qualcuno a dirmi esattamente ciò di cui avevo bisogno e quali erano le migliori scarpe per iniziare a correre.

Perché il mondo del running è letteralmente pieno di nozioni e informazioni, sopratttutto che riguardano le scarpe. Ognuno ha la sua opinione, e a volte anche di fronte a evidenze scientifiche possono comunque resistere punti di vista differenti.

E quando ho dovuto prendere le mie prime scarpe da running non sapevo che fare.

Gli unici che potevano consigliarmi erano i negozianti da cui mi servivo. Alcuni di questi erano competenti, altri decisamente meno.

Ma ora di informazioni su internet se ne trovano a volontà, tutto sta però a capire quali siano valide o meno. Soprattutto visto che molte cose sono cambiate negli anni.

Tra queste, il concetto di iperpronazione e di scarpe stabili, che vedremo tra poco.

Anche le categorie, A3, A4, etc., non sono più così rilevanti come lo erano una volta.

Mentre la questione del drop, ovvero il differenziale delle scarpe, è un argomento che rimane importante considerare.

Ma non complichiamoci troppo le cose e cerchiamo di rendere tutto più semplice.

Innanzitutto c’è da fare una doverosa distinzione.

Riguarda il “dove” vogliamo iniziare con la corsa. Perché se le scarpe ci servono per andare in città, dobbiamo puntare a quelle da strada.

Ma se invece iniziamo subito con strade sterrate, sentierini in collina o lungo gli argini di un fiume, potremmo aver bisogno di un paio dedicato a questi ambienti.

Iniziare a correre su strada

Correre in città o comunque su asfalto è il modo più semplice di iniziare.

Che viviamo in città oppure in campagna, le strade offrono un fondo ideale, compatto, semplice da percorrere anche ai meno esperti.

Inoltre le strade, anche se a volte trafficate, di solito danno anche un senso di sicurezza in più rispetto a percorsi nei boschi o in campagna.

Iniziare a fare trail running

Diverso è il caso della corsa fuori dalle strade canoniche.

Questo tipo di corsa può anche essere definita campestre, come nel caso del Cross, ma se include dislivello e percorsi più difficili allora si usa un linguaggio un po’ più “cool”, ovvero trail running, dalla parola trail che significa sentiero.

Questa attività è una delle mie preferite e lo è anche per migliaia di altri appassionati.

Prevede di evitare l’asfalto il più possibile e posare i nostri piedi sulla terra vera, fango, ghiaia, erba, roccia e via dicendo.

Fatta la distinzione tra i due tipi di corsa, vediamo i concetti fondamentali delle scarpe, nel modo più breve possibile.

Le “vecchie” categorie

A1, A2, A3, A4, A5… erano le categorie con le quali si classificavano le scarpe da corsa. Si usano ancora, ma i confini che separano l’una dall’altra categoria sono a volte non ben definiti come un tempo.

In ogni caso le prendiamo velocemente in esame per chiarirci le idee.

Le A3 sono le classiche scarpe ammortizzate ideali per la maggior parte dei podisti. Mentre le A2 sono dedicate a chi partecipa a gare, o atleti professionisti, o comunque per allenamenti molto veloci.

La A4 sono le scarpe dette “stabili“. E qui introduciamo il concetto di pronazione e di correzione.

Fino a pochi anni fa era molto comune osservare i piedi dei runner principianti per capire come il piede appoggiava a terra. Ci potevano essere essenzialmente tre tipi di situazione: neutro, pronatore e supinatore.

Il neutro si riferiva a chi aveva i piedi che se visti da dietro restavano normalmente dritti, con un arco plantare normale che sosteneva bene il piede.

Il pronatore era quello che invece aveva la tendenza a far “cadere” il piede all’interno, facendo collassare l’arco e appiattendolo sul suolo (come è il caso dei “piedi piatti”). E se il difetto era molto evidente, si usavano scarpe ancor più strutturate delle stabili, quelle con il “motion control”.

L’ultimo era il piede supinatore che invece aveva un arco molto alto, il contrario del pronatore, e tendeva a consumare le scarpe sulla parte esterna della suola.

Questi concetti valgono tutt’oggi, ma si è capito che non sempre è necessario avere delle scarpe che correggano un piede iperpronatore o supinatore.

Dipende dal fatto se questo crea problemi o meno al runner, ovvero se è soggetto ad infortuni o no.

Generalmente si consiglia una scarpa stabile solo a chi ha un’iperpronazione molto accentuata, evidente.

Tra l’altro anche le scarpe stabili, con il tempo, sono diventate “meno stabili”, cioè meno rigide e contenitive, con supporti meno invasivi.

L’ammortizzazione

Se dovessimo citare un solo motivo per il quale si indossano le scarpe da corsa potremmo subito dire che è la protezione.

Ed è anche il motivo per cui si mettono le scarpe per camminare: proteggere i piedi dal terreno sottostante, per evitare che si ferisca o che si sporchi.

Per la corsa la protezione assume un ruolo ancor più rilevante, perché l’impatto a terra è duro e graverebbe molto sul piede e sulle nostre gambe.

Probabilmente questo avviene perché non siamo più abituati a camminare e correre a piedi nudi. Esistono popolazioni che ancora lo fanno.

Significa che correre a piedi nudi è possibile, anzi, la Natura ci ha donato degli arti incredibili per farlo.

Ma il fatto di essere talmente abituati ad indossare delle scarpe, fin da bambini, ci porterebbe a farci del male se provassimo a correre senza. Oppure dovremmo iniziare un percorso molto graduale, come quello che fanno gli amanti del barefoot running di cui parlavo prima.

Corrono con scarpe cosiddette minimaliste, che hanno pochissima ammortizzazione, o addirittura senza.

Correre senza ammortizzazione ci porterebbe a modificare completamente il modo in cui corriamo. E, paradossalmente, sarebbe molto più naturale.

Correremmo appoggiando il piede a terra con la punta o la parte centrale del piede, e non più con il tallone, perché l’impatto sarebbe troppo doloroso.

Ma questo è un altro discorso, e quindi torniamo a noi.

Il differenziale

Il differenziale è un dato da tenere in considerazione quando si acquistano le scarpe per iniziare a correre. Potrebbe incidere non poco sulla nostra corsa.

Si tratta delle differenza di altezza che abbiamo tra la parte posteriore e quella anteriore della scarpa. C’è quasi sempre una differenza, di pochi millimetri, ma sufficienti da cambiare il nostro appoggio e condizionare alcuni muscoli.

Le scarpe “tradizionali” hanno differenziali che vanno dagli 8 ai 12 mm, ad esempio davanti sono alte 20 e dietro sono alte 28 mm.

Ma esistono scarpe di tutti i tipi, ad esempio le Hoka hanno sempre misure di 4 o 5 mm. O le Altra, che invece non hanno alcuna differenza di altezza, 0 mm.

Passare improvvisamente da correre con una scarpa di 10 mm a una con 4 mm potrebbe causarci qualche fastidio, se ci va bene, oppure qualche infortunio.

Perché quelle con differenziali bassi coinvolgono di più l’uso delle caviglie, del polpaccio, e del tendine d’Achille posto sul tallone. E potremmo non essere abituati.

Il mio consiglio è quindi di restare su scarpe mediamente ammortizzate, con differenziale dai 4 ai 12 mm. E di evitare passaggi bruschi.

Le migliori scarpe per iniziare a correre su strada

Oltre a tutto quello già detto prima, a mio avviso sono due le altre caratteristiche principali a cui bisogna fare attenzione quando si acquistano le prime scarpe da corsa: comfort e stabilità.

Comfort

Il comfort è senza dubbio il punto cardine di tutto. L’estetica va messa da parte (lo so, a volte è difficile!) e va data priorità a come si sente la scarpa ai piedi.

Un modello ideale è quello che appena calzato ci fa pensare “però, bella sensazione…”

Chiaramente ci sono altri aspetti da considerare, ma se una scarpa la sentiamo comoda fin da subito, è molto probabile che ci andrà bene.

Bisogna tenere presente che molti modelli hanno un periodo iniziale di adattamento, cioè bisogna farci alcuni chilometri prima che le loro caratteristiche si facciano sentire. Questi chilometri possono andare da 50 a 100, o anche oltre.

Stabilità della scarpa

Un altro fattore da tenere bene a mente è quello della stabilità.

Si tratta di un concetto importante per chi è agli inizi. Infatti è molto probabile che il principiante non abbia una corretta impostazione di corsa, il che si ripercuote sul modo in cui appoggia il piede.

Avere un po’ di stabilità in più aiuta quindi a mantenere i piedi in posizione più facilmente, cosa che un runner evoluto potrebbe già saper fare.

Ecco perché le scarpe da running per principianti hanno di solito una buona stabilità, oltre all’ammortizzazione. Attenzione però, con stabilità non intendo per forza le scarpe “stabili” di cui parlavo prima, quelle che supportano molto il piede iperpronato.

La stabilità è un concetto che vale anche per le scarpe neutre, senza però avere quel sostegno maggiorato sull’arco.

Brooks Ghost 14

In sintesi: neutre, massima comodità e comfort

Le Brooks Ghost sono tra i modelli più venduti in assoluto.

Semplicemente perfette per i principianti, hanno un’ammortizzazione molto elevata che si fa sentire e rende piacevolissima la rullata del piede.

Il differenziale è di ben 12 millimetri, molto alto per una scarpa da corsa. Ma andrà benissimo per chi appoggia prima di tallone, situazione tipica di moltissimi runner alle prime armi, ma anche di podisti esperti che mantengono questo tipo di appoggio anche dopo anni.

Hanno un’ottima traspirabilità e il tessuto della parte superiore è molto confortevole e piacevole da sentire. Sono anche scarpe che hanno una buona stabilità e guidano leggermente il piede nella giusta posizione.

Non sono state create per andare a ritmi elevati, ma anche quando si trovano a dover accelerare non sono affatto male.

Eccellenti anche per camminare.

Consigliatissime a chi inizia e vuole qualcosa di molto comodo.

Brooks Ghost 14, Scarpe da Corsa Uomo, Navy/Stellare/Bianco, 43...
  • Scarpa running Brooks
  • Massima morbidezza
  • Maggiore comfort dallo stacco all'atterraggio

Saucony Ride 14

In sintesi: neutre, per tutti gli allenamenti e le gare

Anche queste Ride della Saucony sono arrivate alla quattordicesima edizione. Segno di una tradizione che continua a sfornare scarpe di qualità, che piacciono moltissimo.

La particolarità delle Ride 14 è che vanno bene per qualsiasi situazione.

Le scarpe da corsa di solito vanno alternate a seconda del tipo di allenamento o gara che si fa. Ad esempio, per un allenamento lento e rilassato potrò usare scarpe anche pesanti, ma molto comode.

Per una gara o giri ad alta intensità meglio avere scarpe leggere, anche poco ammortizzate, orientate alla performance.

Ma le Ride fanno tutto questo, con un unico paio.

L’ammortizzazione è equilibrata, né troppo rigida né troppo morbida. Sono confortevoli anche per chi ha piedi larghi. La traspirabilità è buona, la durata generale di suola e tomaia anche.

Il drop è di 8 mm, ideale per qualsiasi piede.

Se cercate un modello che faccia un po’ di tutto, e lo faccia molto bene, le Ride fanno al caso vostro.

Saucony Ride 14 Scarpa Running da Strada per Uomo Bianco 44 EU
  • Materiale: Sintetico
  • Materiale Interno: Sintetico
  • Altezza Tallone: 32 mm

Asics GT 2000 – 10

In sintesi: stabili, perfette per chi tende a pronare eccessivamente

Se sapete già che avete i piedi con moderata iperpronazione, le Asics GT 2000 10 sono scarpe stabili che aggiungono un po’ di sostegno all’arco del vostro piede.

Questo supporto funziona grazie alla tecnologia Litetruss, che aumenta il sostegno sulla parte mediale.

Ottima anche l’ammortizzazione soprattutto sul tallone. La rullata è piacevole e conserva anche una buona reattività, spingendo leggermente il piede in avanti.

Sono anche abbastanza leggere per essere delle stabili, il che non guasta affatto.

ASICS GT-2000 10, Scarpe da Corsa Uomo, Blu (Thunder Blue/French...
  • Scarpa sportiva asics
  • Ammortizzazione con tecnologia GEL
  • Tomaia in rete traspirante

Hoka Bondi 7

In sintesi: neutre, massima ammortizzazione, per runner pesanti

Se volete il massimo dell’ammortizzazione e un effetto cuscino sotto ai vostri piedi, le Bondi sono il modello ideale per voi.

Hanno un peso di circa 300 grammi, non leggerissime, ma con una protezione così importante non potrebbe essere altrimenti.

Il Metarocker inserito nell’intersuola aiuta il piede a spingere in avanti e garantisce una rullata molto fluida. La struttura assicura un’ottima stabilità generale, a partire dalla suola fino al tallone, molto solido.

Consigliata particolarmente a runner pesanti.

HOKA ONE ONE Uomo Bondi 7 Textile Synthetic Real Teal Outer Space...
  • Breathable open engineered textile mesh upper with seamless synthetic overlays
  • Breathable textile lining for abrasion-free wear
  • Removable textile lined, foam padded insole for cushioning and support

Le migliori scarpe per iniziare a correre nel trail running

Dicevamo che nel trail una delle differenze fondamentali è la protezione.

Infatti i sassi, le radici, le rocce, il fango, la neve, l’acqua sono tutti elementi che si trovano facilmente sui sentieri e quindi va da sè che diventa necessario proteggere al meglio i nostri piedi.

Altro punto rilevante è quello della stabilità. Se infatti vogliamo evitare di distorcerci una caviglia (cosa che non è mai del tutto inevitabile) dobbiamo avere scarpe che hanno una certa stabilità sui terreni accidentati.

Terzo punto da valutare è l’aderenza della suola. A differenza delle scarpe da strada, dove non serve chissà quale grip, per quelle da trail l’aderenza è fondamentale.

Ecco perché di solito presentano tacchetti di altezza che va dai 3 ai 6 millimetri e oltre. Questi tasselli riescono ad entrare nel terreno morbido, ma anche “attaccarsi” su quello più compatto, e sulle rocce, molto meglio di quello che farebbero le scarpe da running.

Sul differenziale (o drop) la questione è leggermente diversa rispetto alla strada. Sull’asfalto e su superfici compatte è importante considerare il drop, perché si fa sentire molto di più rispetto alla corsa off-road.

Su un sentiero è probabile che il piede assuma molte posizioni diverse, si metta di lato, si pieghi, debba adattarsi alle varie asperità. E quindi il drop influisce meno.

Ma è comunque consigliato prestare attenzione al differenziale, perché anche nel trail ci possono essere sterrati, strade forestali e anche lunghi pezzi di asfalto tra un sentiero e l’altro, dove necessariamente dobbiamo appoggiare su superfice più o meno piatta.

In questa categoria di scarpe di solito il drop va da 0 a 9 millimetri, con alcune eccezioni. Il mio consiglio è di restare tra i 4 e gli 8mm quando si è all’inizio.

Salomon Sense Ride 4

In sintesi: adatte a tutti, per tutti i terreni

Le Sense Ride 4 sono delle fantastiche “tuttofare“.

Le 4 non si discostano molto dalla versione numero 3, e mantengono le caratteristiche che le hanno rese molto popolari.

Presentano un differenziale di 8 mm, standard. La suola è marcata, con tasselli di 4 mm, ma vanno benissimo anche su tratti lunghi di asfalto.

Pur non avendo chissà quale suola particolare, le Sense Ride hanno un’eccellente aderenza su ogni tipo di terreno.

Hanno la classica ammortizzazione Salomon, ovvero niente di troppo morbido, anzi, leggermente rigida, ma confortevole e che riesce a dare stabilità e anche un po’ di reattività.

Sono ottime e vanno benissimo in situazioni anche molto diverse tra loro, come può essere uno sterrato o un sentiero con difficoltà tecniche su roccia.

Sono anche molto ben traspiranti.

Se non sapete con cosa iniziare, prendete queste.

Hoka Challenger ATR 6

In sintesi: ibrido per asfalto e trail

Hoka è da qualche anno una delle migliori aziende in circolazione per quanto riguarda corsa su strada e trail running.

La caratteristica principale delle Hoka è un’ammortizzazione abbondante e molto evidente, e una spinta in avanti data dal loro Meta Rocker.

Nel caso delle Challenger ATR abbiamo una scarpa pensata per chi corre sia su sentieri che su strada. È proprio una scarpa ibrida, che si trova a suo agio su sterrati, sentieri semplici come strade forestali ma anche sull’asfalto va davvero bene.

Il tipico utilizzo è quello in campagna, dove possiamo appunto trovare questo mix di terreni.

Non sono eccessivamente ammortizzate, a differenza della maggior parte dei modelli del marchio, ma offrono la giusta combinazione per mantenere i piedi freschi e riposati.

Questo è dovuto anche grazie al fatto che sono molto leggere e si sentono tali anche una volta indossate.

Il drop è di 5 millimetri, quindi se siete abituati a correre con scarpe di 8-10 mm è meglio alternarle per qualche settimana così da adattarsi al cambio.

Buty Hoka One One M's Challenger ATR 6 1106510 OBGS - 43 1/3
  • Breathable mesh upper with seamless synthetic overlays
  • Breathable textile lining for abrasion-free wear
  • Removable, foam padded insole for cushioning and support

Saucony Peregrine 11

In sintesi: per percorsi difficili e brevi, grip perfetto

Saucony è un altro famosissimo brand nel mondo della corsa. E nel trail producono le Peregrine da molti anni, consolidando un successo che è iniziato fin dalle prime versioni.

La Peregrine 11 è una scarpa che offre una buona stabilità, ideale per affrontare tratti complicati come quelli che presentano radici e sassi.

Ma la parte più sorprendente è l’aderenza della suola: i tasselli molto pronunciati, uniti ad una mescola che si aggrappa efficacemente, rendono questa scarpa perfetta per le situazioni tecniche, anche in presenza di fango, visto che riesce a gestirlo molto bene.

Sono scarpe leggermente meno protettive delle altre che ho messo in questo articolo, ma il vantaggio è di avere un “contatto” con il terreno decisamente migliore. Sono anche davvero confortevoli, ma danno il meglio in allenamenti e gare di breve distanza, fino ai 20 km.

Saucony Peregrine 11 Scarpa Running da Trail per Uomo Blu...
  • Materiale: Sintetico
  • Materiale Interno: Sintetico
  • Altezza Tallone: 27 mm

La Sportiva Jackal

In sintesi: comfort, anche per lunghe distanze

Le Jackal sono un modello abbastanza recente nella lunga lista di scarpe da mountain running di La Sportiva, brand trentino che ha fatto la storia dell’abbigliamento e delle calzature outdoor.

La qualità si sente anche qui, e infatti sono scarpe pensate per affrontare tanti percorsi diversi, anche di molte ore.

Il principiante non ha bisogno di scarpe pensate per la lunghe distanze, ma l’extra comfort che di solito hanno questi modelli è l’ideale per chi inizia e ancora non ha un’idea chiara di cosa preferisce.

Le Jackal sono scarpe agili ma protettive, sia sui lati che sotto la suola.

Gli inserti di gomma chiamati Infinitoo, assieme all’intersuola, garantiscono un bel bilanciamento dell’ammortizzazione, che risulta ottima pur non essendo ai livelli delle Hoka. Il che può essere un bene e migliorare la stabilità nei passaggi più tecnici.

Danno tuttto il comfort necessario per andare su tutti i tipi di terreno e sono anche piuttosto reattive, mettendo voglia di spingere un po’ di più.

Il drop è di 7 millimetri.

LA SPORTIVA Jackal, Scarpe da Trail Running Uomo, Black Yellow,...
  • Scarpe da corsa da montagna
  • Ideale per le corse fuoristrada su ultra distanze e allenamenti su distanze
  • Ammortizzazione eccezionale grazie all'innovativa tecnologia Infinitoo ad alto ritorno energetico.