3 Migliori Scarpe Trail Running Saucony 2022

3 Migliori Scarpe Trail Running Saucony 2022

Apriamo un altro capitolo delle nostre recensioni e vediamo oggi le migliori scarpe da trail running Saucony che possiamo trovare nel 2022.

Hai detto Sàuconi o Sòcheni?

É strano quando hai sempre pronunciato una parola in un modo e poi, dopo anni, scopri che invece si dice in tutt’altra maniera.

Non lo sapevo nemmeno io, ma questo marchio si pronuncia letteralmente Sòcheni.

Non penso che sia una questione di vita o di morte. Dopotutto anche con Hoka non sapevamo esattamente come pronunciare Hoka One One, perché anche se quegli “one” sembrano in inglese, in realtà non lo sono.

Ma a noi basta che le scarpe siano buone e ci facciano correre bene.

É così anche per le Saucony? Quelle da trail sono valide tanto quanto quelle da strada?

Scopriamolo. Ma prima vediamo cos’è Saucony.

Breve storia di Saucony

Questo marchio è stato fondato addirittura nel lontanissimo 1898…

Non era esattamente l’azienda che è oggi, che produce non solo scarpe da running, ma abbigliamento sportivo, zaini, giacche, e anche sneaker.

Creata da 4 soci, Saucony all’inizio era una piccola fabbrica sita in Pennsylvania (Stati Uniti), di fianco ad un torrente, il Saucony Creek da cui prende il nome.

Per far si che tutti usassero la corretta pronuncia, iniziarono a stampare sulle scatole la scritta Sock-A-Knee, che significa qualcosa come “calzino fino al ginocchio”, o almeno credo.

Fu solo negli anni ’60 che iniziò ad espandersi, grazie all’acquisto da parte da parte di un immigrato russo che aveva fondato un’altra compagnia di abbigliamento e scarpe sportivi.

Il vero boom fu solo negli anni ’70 e ’80, con l’avvento di nuove e migliori scarpe da running.

Il resto è storia.

Le migliori scarpe trail running Saucony

Saucony ha molte scarpe da strada, ma non altrettante da trail. Attualmente ne troviamo solo 3 in commercio, ma tutte e 3 valgono la pena di essere considerate.

Vediamo allora le migliori scarpe trail running Saucony che troviamo nel 2022.

Saucony Peregrine 12

In sintesi: grip e precisione per terreni tecnici

Forse la scarpa da trail più famosa di Saucony, che ora è arrivata alla dodicesima edizione.

Il nome non è messo a caso. Si rifà a quello del falco pellegrino, un rapace considerato il volatile più veloce in assoluto. Ma non solo nella categoria uccelli.

Sembra essere l’animale più veloce al mondo. Può infatti raggiungere l’incredibile velocità di 320 km/h…

Non arriverei a dire che le Peregrine sono le scarpe più veloci in assoluto, ma il nome rispecchia l’idea che sta dietro alla realizzazione di questo modello.

Una scarpa agile, che riesca a muoversi facilmente in condizioni anche difficili, che sia leggera, ma anche robusta.

Amata da molti, la Peregrine è una scarpa che si fa notare per alcune caratteristiche principali, in primis il suo grip. Che è straordinario.

La suola PWRTRAC è una delle migliori che si possano trovare. Si aggrappa praticamente a tutto, che sia roccia, fango, erba, neve… É sicuramente uno dei punti di forza maggiori di questo modello.

I tasselli sono di 5mm di lunghezza, una misura perfetta per adattarsi a condizioni diverse. Sono di forma triangolare e penetrano bene nel terreno.

Lo spazio che c’è tra l’uno e l’altro permette al terriccio accumulato di staccarsi abbastanza facilmente. Anche la sua durata non è male.

Sul comfort non posso che parlarne bene: è elevato. La calzata è sicura e lascia lo spazio giusto in punta per tenere le dita abbastanza libere.

Sul versante dell’ammortizzazione abbiamo invece una scarpa che non ne ha molta, giusto quella che serve per attutire gli impatti. Il drop è di 4mm.

É una scarpa reattiva, che sui sentieri mette voglia di spingere.

La protezione è buona, non ai livelli di alcune La Sportiva, e questo forse perché Saucony ha preferito dare agilità e togliere peso, anziché strutturare troppo la scarpa.

Ottenendo anche il risultato di avere maggiore sensibilità sulla pianta, cosa apprezzata da molti runner per avere un contatto migliore col terreno.

L’altezza da terra non elevata permette di avere davvero molta stabilità, soprattutto quando il terreno si complica.

In conclusione le Saucony Peregrine 12 sono scarpe ideali per uscite anche veloci su sentieri, meglio se con difficoltà tecniche e presenza di rocce, radici, erba. Ottime anche in condizioni di bagnato e fango, grazie ad una suola che è davvero superiore.

Non ideali per farci solo sterrati o correre su fondi troppo compatti, preferiscono le asperità.

Sicuramente perfette per giri brevi o di media lunghezza, vista l’ammortizzazione non abbondante, ma molti le usano anche sopra i 30-40km.

Ottime per le gare di trail.

Saucony Endorphin Trail

In sintesi: delle vere “bestie” da trail

Le Endorphine Trail sono delle scarpe molto diverse dalle Peregrine.

Quando sono uscite hanno suscitato subito un certo clamore, perché montano la stessa schiuma nell’intersuola delle cugine stradali Endorphin Speed, la PWRRUN, che si era rivelata eccezionale.

Anche qui devo dire che funziona davvero bene.

La protezione è elevatissima, tanto che il terreno praticamente non si sente. C’è davvero molta ammortizzazione, che è un buon mix di reattività e morbidezza, mai troppo soffice.

Sono scarpe che sono anche molto stabili, nonostante la stazza rilevante.

Sulla tomaia, la parte superiore, Saucony ha fatto un lavoro che si può definire eccellente. Il mesh sembra molto resistente, ma è il comfort quello che spicca su tutto.

Qui forse si poteva fare meglio per quanto riguarda la traspirabilità. Da un lato proteggono benissimo, ma dall’altro non traspirano molto.

Sono scarpe davvero particolari. Per certi versi perfette sui sentieri più compatti, dove la loro reattività e dinamicità le fa volare. Ma dall’altro lato hanno una suola che è super-efficace anche sui sentieri tecnici.

Unico limite è la mole (pesano circa 340 grammi) che a volte non le rende molto agili.

Per il resto, mi hanno sorpreso in positivo. Ottime anche per giri lunghi, perché vi terrà i piedi sono al sicuro.

Saucony Xodus 11

In sintesi: protezione, grip, ammortizzazione, versatilità

Le Xodus sono le classiche scarpe da trail che danno un gran senso di affidabilità.

Molto ammortizzate, l’intersuola dona morbidezza ad ogni passo. É un tipo di ammortizzazione che piacerà a chi proviene da alcune Hoka.

Sicuramente perfette per runner pesanti, e per chi cerca un impatto soffice col terreno.

Nonostante siano scarpe robuste, le Xodus 11 sono anche inaspettatamente flessibili. Ottimo per migliorare l’esperienza di corsa.

Che è anche divertente e reattiva, nonostante il peso di circa 340 grammi (non pochi…).

La tomaia è stata completamente rivista rispetto alla versione 10. Ora troviamo un mesh resistente, dalla traforatura più sottile.

Funziona bene sia per il comfort che per la traspirabilità, che sembra sempre adeguata.

La suola monta tasselli di 5mm di altezza, che sono efficaci su tanti tipi di terreno diversi. Non si avranno problemi né sugli sterrati o su roccia, né su sentieri bagnati.

Sui contro di questa Saucony c’è sicuramente il peso, che come dicevo non è basso. Ma è ovvio che non può essere perfetta.

Decisamente orientate per i sentieri, ma anche per i tratti asfaltati perché li reggono bene, per uscite anche lunghe a ritmi rilassati, le Saucony Xodus 11 sono degli affidabilissimi “trattori” per tutti gli allenamenti di trail, anche per le ultradistanze.

Saucony Xodus 11 Scarpa Running da Trail per Uomo
  • strong>Rete mesh durevole - Migliora la traspirabilità.
  • Intersuola PWRRUN+ - Innovativa intersuola di nuova generazione.
  • FormFit - Per una calzata e una sensazione personalizzate.

Differenze Saucony Peregrine 11 e Saucony Peregrine 12

Con la nuova edizione le Peregrine hanno mantenuto quello che funzionava bene, togliendo un po’ di peso.

Sicuramente le 12 sono più leggere. Inoltre sono anche leggermente più confortevoli grazie ad un po’ più di spazio in termini di calzata.

Anche la flessibilità sembra essere aumentata. Sull’aderenza troviamo invece la medesima efficienza.

Differenze Saucony Xodus 11 e Saucony Peregrine 12

Le Xodus sono più pesanti e meno agili.

Le Peregrine sono ideali per affrontare gare brevi e veloci, ma possono essere usate anche per giri più lunghi.

Mentre le Xodus, se da un lato danno maggiore ammortizzazione e protezione, dall’altro sono orientate verso le uscite lente.